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RAGUSA - 15/03/2015
Attualità - I nuovi progetti e quelli rimasti solo sulla carta

Raddoppia il parco degli Iblei, e cava Gonfalone?

I tempi di realizzazione sono però piuttosto lunghi Foto Corrierediragusa.it

Il Parco nazionale degli Iblei raddoppia. Secondo il progetto presentato dall´amministrazione passerà dagli attuali mille 371 ettari a quasi 3 mila con un´estensione che tocca gli iblei ma sconfina anche nel territorio catanese e siracusano. L´originaria perimetrazione, individuata nel novembre del 2010, aveva escluso elementi importanti e caratterizzanti del territorio come le cave che, secondo il progetto, ora riveduto e corretto, sono state incluse. Tra queste Cava Santa Domenica, Cava Gonfalone e Parco Petrulli.
La scelta di rimodulare il parco nella sua estensione è stata resa possibile perchè l´iter di approvazione non è stato ancora concluso e l´amministrazione ha ritenuto "doveroso" fare un passo verso quella che ritiene essere una grande occasione di sviluppo sostenibile ed un´opportunità per intercettare nuovi e consistenti fondi comunitari. Le cave, tra l´altro ricadono in zona di interesse comunitario Sic
e sono un elemento di quella biodiversità la cui tutela è una priorità anche per la comunità europea.

L´approvazione della giunta comunale del nuovo Parco degli Iblei con la conseguente estensione rischia tuttavia di accendere polemiche e contrapposizioni perchè non concertata con le categorie produttive coinvolte che temono per le loro attività a causa di vincoli di varia natura.

L´iter burocratico vedrà poi un nuovo passaggio alla Regione, dove la versione del 2010 non è stata ancora valutata, e al ministero dell´Ambiente, in attesa del decreto definitivo dalla presidenza della Repubblica. Si prevedono, dunque tempi lunghi per l´approvazione, ma l´indirizzo politico è significativo anche se apre la via a possibile contenziosi perchè non tutti sono convinti che un parco così esteso possa essere veramente essere occasione di sviluppo quanto piuttosto costituire un ulteriore ingessatura del territorio.

Ma intanto cava Gonfalone resta dimenticata. Come e quando sarà fruibile effettivamente il sito? Se lo chiede Mario Chiavola che non registra alcun passo in avanti dopo l´opera di sistemazione e di abbellimento, avviata alla fine dello scorso anno dall´amministrazione. Il presidente dell’associazione «Ragusa in Movimento», ricorda che la sovrintendenza aveva previsto nel sito aree adibite a teatri, spazi espositivi, stand e negozi con un laghetto nella cornice dell’antica latomia, il tutto inserito nel contesto del parco urbano dei valloni. L´amministrazione da questo punto di vista segna il passo e la cava resta di essere dimenticata nonostante gli interventi di pulizia che il comune aveva attivato nel dicembre scorso grazie ad un protocollo con l’azienda foreste demaniali per l’utilizzo del personale di questo ente.