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RAGUSA - 09/03/2015
Attualità - Il convegno su "La sicurezza al femminile nei luoghi di lavoro"

Incidenti sul lavoro, le donne sempre più a rischio

L’area iblea al quarto posto in Sicilia, dopo le aree metropolitane di Catania, Palermo e Messina per numero di incidenti Foto Corrierediragusa.it

In un anno 2.535 incidenti sul lavoro. Di cui sei con esito mortale. Un bilancio in chiaroscuro per l’area iblea nel 2013 secondo i dati Inail, gli ultimi disponibili in via ufficiale, che sono stati resi noti durante il convegno promosso dall’Anmil Ragusa dal titolo «La sicurezza al femminile nei luoghi di lavoro. Il colore della vita è dentro di noi», e che piazzano l’area iblea al quarto posto, a livello provinciale, in Sicilia, dopo le aree metropolitane di Catania, Palermo e Messina.

«Una statistica che speriamo risulti migliorata nel 2014 – dice la presidente sezionale dell’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, Maria Agnello (nella foto con Nino Capozzo) – ma che ci costringe a stare sempre con gli occhi aperti, soprattutto per quanto riguarda gli episodi negativi che si verificano nel mondo occupazionale in rosa». Il presidente regionale dell’Anmil, Nino Capozzo, ha sostenuto che «l’impegno profuso dall’associazione è quello di offrire solidarietà e sostegno attivandosi con azioni concrete per fare riconoscere maggiore valore al lavoro di donne e uomini garantendo loro la salvaguardia della salute e la meritata tutela a coloro che subiscono un infortunio sul lavoro o che si ritrovano affetti da malattie professionali oltre che a quelle famiglie che perdono un congiunto a causa di un lavoro insicuro».

La presidente Agnello, anche nella qualità di componente del gruppo donne nazionali per le politiche femminili, ha voluto rimarcare che, oltre al disegno di legge presentato dalla senatrice Silvana Amati che «ha accolto e fatto sue le nostre istanze per elaborare al massimo livello istituzionale la tutela delle vedove e degli orfani dei caduti sul lavoro, è stato proposto, con l’approvazione del presidente nazionale Franco Bettoni, proprio in occasione dell’otto marzo, il tema del «Prendersi cura di chi cura» e nello specifico quello riguardante il settore sanitario dove la presenza femminile raggiunge il 70% del personale medico e paramedico.