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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 943
RAGUSA - 08/03/2015
Attualità - Una "provocazione" tanto ironica quanto amara

Metropolitana Ragusa: lapide per il nulla

Iniziativa di Cub trasporti, Legambiente, il Comitato pendolari e Insieme in città Foto Corrierediragusa.it

Da Ibla al nuovo ospedale di contrada Puntarazzi in poco meno di un quarto d´ora, senza utilizzare la macchina, in assoluta sicurezza e senza inquinare. La metropolitana di superficie resta un sogno nonostante tracciato e progetti esistano già. In venti anni è mancata soprattutto la convinzione che il progetto si potesse realizzare, che fosse cantierabile e sindaco dopo sindaco, amministrazione dopo amministrazione, non sono stati inseguiti i finanziamenti che potrebbero rendere la città a misura d´uomo, vivibile, ecosostenibile, e soprattutto cancellare Ragusa dalla poco speciale classifica in cui risulta tra le città dove si registra la media più alta in Italia per consumo di carburante per persona. A fronte di un sistema trasporto precario, poco affidabile e proprio per questo motivo poco usato con il costante ricorso ai mezzi privati ci sono quasi venti km di linea ferrata che potrebbero essere trasformati in una metropolitana leggera, che da Ibla arriva a Donnafugata mettendo in collegamento i due luoghi simbolo del turismo.

Era il tempo di Giorgio Chessari quando se ne cominciò a parlare, ma da allora tutto è caduto nel silenzio o quasi. A rimarcare i venti anni passati invano il Cub trasporti, Legambiente, il Comitato pendolari e Insieme in città hanno apposto una lapide "commemorativa" del nulla all´ingresso della stazione (foto), sulla quale si legge "Nel ventesimo anniversario della metropolitana di superficie per la cui realizzazione la classe politica ragusana tutta brillò per cipiglio e gagliardezza i ferrovieri e i cittadini posero". Ragusa febbraio 1995 - gennaio febbraio 2015". Nessun politico e nessun amministratore presente, quasi a prendere le distanza da quello che rimane un sogno. Un sogno fatto di nove stazioni tutte ben individuate, Ibla, Carmine, ospedale Arezzo, cimitero Ibla, Centro, Colajanni, Paestum, Masserie, Asi, Cisternazzi, Donnafugata.

Servono circa dieci milioni per adeguare linea e stazioni, una cifra oggi non impossibile ma Pippo Gurrieri del Cub ha la sua personalissima idea: "Sarà forse che a Ragusa le cose troppo semplici non si fanno, quelle che sono senza appalti, quelle che non richiedono l´impianto di un bel po´ di cemento? C´è da pensarlo visto che il tracciato ferroviario c´è, il progetto esiste, le fermate ci sono e per sistemarle basterebbe il lavoro di 20 giorni dei muratori, e non chissà quale investimento. I politici dovrebbero smettere di gridare allo scandalo perché il nostro territorio soffre il più gravoso gap infrastrutturale della provincia, dato che poi, non sono capaci di sfruttare un´infrastruttura che c´è già". L´amministrazione M5S ha preso quasi le distanze dal progetto, lo ritiene forse troppo ambizioso e sicuramente poco fattibile dal punto di vista della realizzazione anche perchè si dovrebbe poi trovare una società in grado di gestire la linea. Una metropolitana leggera efficiente e puntuale tuttavia potrebbe rivelarsi una miniera dal punto di vista economico in quanto a redditività.

Proposte vecchie e nuove saranno ribadite nel corso del convegno che si tiene venerdì alle 17 alla sala Avis sul tema "Una mobilità sostenibile per una città sostenibile", che vedrà la presenza fra gli altri di Francesco Russo, esperto e docente di progettazione di sistemi di trasporto all´Università di Reggio Calabria. Oltre a lui interverranno Gurrieri, Claudio Conti di Legambiente, Giosuè Malaponti del Comitato pendolari Sicilia e il professore Giorgio Flaccavento del laboratorio di urbanistica partecipata "Insieme in città".


mah...
09/03/2015 | 11.14.08
gianni

dire che è un’opera incompiuta forse non è tanto corretto, visto che non è stata mai cominciata… di opere incompiute con conseguente sperpero di denaro pubblico invece non ce ne mancano: ci siamo dimenticati dell’ascensore di via roma, o della cementificazione assurda delle latomie di cava gonfalone, due opere entrambe cominciate, mai finite e già in malora?