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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 822
RAGUSA - 07/03/2015
Attualità - Costituita da persone che mettono a disposizione tempo e competenze professionali

L´8 marzo di "Donne a sud" per riflettere e non solo

"Sia di rinascita, se vi sentite cenere; di amore, se siete in cerca di affetto; di rispetto, se pensate che qualcuno non ve ne abbia portato" Foto Corrierediragusa.it

Otto marzo e 25 novembre. Due giornate come tutte le altre, agli occhi dei profani. Ma per chi vive, opera e conosce la realtà delle associazioni finalizzate alla tutela dei diritti delle donne, nate per aiutarle nel quotidiano e che a forza di sacrifici hanno messo su anche un centro anti violenza, lottando contro tutti i paletti che la burocrazia sembra aver messo apposta per far cadere e desistere, sono due date emblematiche, capaci di attrarre a sé la semi totalità degli sforzi di un anno di impegno assiduo e costante.

Quest’anno, come tutti gli altri dal momento della nascita di Donne a Sud, ci eravamo attivate per regalare un momento pubblico di riflessione (se fosse stato possibile, anche più di uno) a chi nell’8 marzo non vede una «festa» ma la «giornata internazionale» che effettivamente è. Un momento, in un teatro, in una scuola, in un palazzetto dello sport, in una piazza, per donare un sorriso, ma anche per ricordare le origini tragiche di questa giornata, risalenti ad oltre 100 anni fa, e per commemorare le donne che ogni giorno, anche oggi, nel 2015, nel mondo devono lottare per il riconoscimento dei propri diritti calpestati e che molto spesso pagano a caro prezzo il loro ardore e la loro sete di libertà.

Alla fine, però, abbiamo volontariamente deciso di fermarci e di agire diversamente, in un modo che più ci è consono. Donne a Sud nasce come un’associazione all’interno della quale operano volontariamente persone che mettono a disposizione del prossimo il proprio tempo e le proprie competenze professionali. Ci auto sosteniamo, cerchiamo di formare persone capaci di aiutare le donne in difficoltà, ognuno nei propri ruoli (come con i corsi all’ospedale Guzzardi di Vittoria) e la pubblicità, nel senso più generico del termine, non ci interessa. Siamo fuori da ogni logica politica o di guadagno, lontane dall’opportunismo e dalla tendenza moderna a creare centri antiviolenza sulla carta solo per cercare contributi. La pubblicità, chiamiamola così, ci interessa solo nella misura in cui ci serve ad arrivare nelle case e sulla bocca di ogni donna.

Di ogni donna che nella propria casa non vede un rifugio ma una gabbia, di ogni donna che ogni giorno è figlia, sorella, fidanzata, moglie, mamma, lavoratrice, assistente, educatrice; di ogni donna pronta a mettere da parte tutta se stessa per vedere il sorriso sul volto di chi ama; di ogni donna che vuole avere un’occasione di crescita e confronto culturale, di ogni donna che vuole essere, semplicemente e completamente, donna.

Nessun incontro e nessun evento da realizzare in una stanza, per quanto essa grande e prestigiosa, ci avrebbe permesso di fare questo e di abbracciare simbolicamente tutte le donne. Ci siamo, allora, interrogate su come fare per raggiungere il nostro ambizioso obiettivo e, alla fine, siamo arrivate fin qui. Fino a questa pagina dove ora voi ci state leggendo e attraverso la quale vi vogliamo augurare un felice 8 marzo. Di rinascita, se vi sentite cenere; di amore, se siete in cerca di affetto; di rispetto, se pensate che qualcuno non ve ne abbia portato.

Questo il messaggio che Rossana Caudullo, rappresentante legale della nostra associazione, vuole oggi lanciare a tutte voi. «Noi donne ci sobbarchiamo una fatica quotidiana non indifferente ogni volta che cerchiamo di conciliare impegni lavorativi e familiari e nella nostra realtà, per quanto se ne possa dire il contrario, vi sono ancora molte differenze fra uomo e donna, ovviamente a svantaggio di queste ultime. Mi riferisco, in particolare, alla disparità di trattamento nel mondo del lavoro, alla difficoltà nell’occupare veri ruoli di responsabilità nell’impiego pubblico o nel raggiungere ruoli di vertice nelle carriere, alle situazioni di violenze o agli stereotipi che non dovrebbero esistere più, ma che ancora sono radicati nella nostra società. Il cammino per una sostanziale equità è ancora lungo e non basta ricordare tutto questo solo un giorno l’anno: l’otto marzo, come recita anche la nostra vignetta, dovrebbe davvero essere celebrato tutti i giorni».
«L’8 marzo è da sempre, per noi, anche tempo di bilanci – aggiunge la Presidente Sabrina Mercante – e non posso che definirmi soddisfatta per il modo in cui l’associazione sta crescendo, rimanendo fedele ai propri principi e ai propri valori di partenza. Anche nel corso dell’ultimo anno abbiamo realizzato una serie di obiettivi: abbiamo potenziato il centro ascolto per le donne in difficoltà e scommesso sulla cultura, abbiamo presentato numerosi progetti ai quali speriamo molto presto di poter dare seguito e offerto alle donne un’occasione di incontro anche in ambito sportivo. Siamo donne e madri del duemila, con un presente da uno, nessuno e centomila».

Ed infine un ringraziamento particolare e doveroso, dal profondo del cuore di ognuna di noi, va a colui senza il quale non avremmo potuto concretizzare il nostro desiderio di arrivare ad ognuna di voi, e cioè a Danilo Battaglia, l’artista vittoriese che ci ha fatto dono della vignetta (nella foto). E’ bastato un semplice messaggio per avere un suo si. Danilo si è dimostrato, oltre che talentuoso, oltremodo recettivo nell’afferrare il messaggio che volevamo trasmettervi e delicato nel dargli vita e consistenza. Grazie, Danilo.
E felice 8 marzo a tutte voi!