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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1541
RAGUSA - 06/03/2015
Attualità - Il presidente ed amministratore delegato della società del gruppo Eni ha illustrato il piano

Enimed: 6 milioni per 7 pozzi petroliferi a Ragusa

Si pensa così di mantenere non solo i livelli occupazionali esistenti ma di dare una spinta all’economia e all’occupazione nel territorio ibleo Foto Corrierediragusa.it

Eni investirà un miliardo 800 mila euro in Sicilia grazie al protocollo denominato "Gela" nei prossimi quattro anni. Attraverso la sua consociata EmiMed, società controllata da Eni, la società petrolifera sarà attiva in particolare sui territori di Gela e Ragusa dove verranno investiti le risorse. In particolare nel ragusano si tratta di ben sette nuovi pozzi esplorativi e di ricerca di nuovi giacimenti di gas per i quali la società è già in possesso di tutte le autorizzazioni e permessi. Gli investimenti nel territorio ibleo sono quantificati in sei milioni 200 mila euro sulla base del protocollo che Eni ha già messo a punto e che è stato presentato nella sede di Confindustria Ragusa dal presidente e amministratore delegato di Enimed Sicilia, Massimo Barbieri.

Enimed pensa così di mantenere non solo i livelli occupazionali esistenti ma di dare una spinta all´economia dei due territori interessati grazie ad un investimento molto importante in termini di risorse e di uomini. Nella prospettiva di una presenza di Enimed Confindustria ritiene che le aziende iblee possano già accreditarsi come fornitrici di servizi peril vasto programma già messo a punto ed i cui tempi di esecuzione saranno resi noti a breve.


perforazioni
06/03/2015 | 23.39.24
vincenzo

non vedo la necessita´ di perforare il suolo ed il mare in sicilia per nuove trivelle petrolifere considerando che le marche automobilistiche si stanno, attrezzando a mettere sul mercato auto elettriche e ad idrogeno. Inquinare mari e terreni per un prodotto petrolifero che va ad esaurimento lo trovo tipico italiano che arriva sempre in ritardo alle soluzioni. Mi auguro che Crocetta torni indietro alle sue decisioni.