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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 944
RAGUSA - 04/03/2015
Attualità - La situazione è stata chiarita in sede di conciliazione

Maxi bolletta Enel di 8 mila euro in casa disabitata!

Il distributore ha poi comunicato che da una ricostruzione dettagliata dei consumi è emerso che la fattura era infondata nel suo ammontare e pertanto andava annullata totalmente Foto Corrierediragusa.it

Cosa fareste se l´Enel vi addebitasse 8 mila euro di consumo elettrico per una casa dove neanche abitate? E´ quanto accaduto ad una signora di Ragusa che un anno fa contestò la salatissima fattura perchè si trattava di utenza relativa ad un casolare di campagna disabitato e che pertanto escludeva un consumo simile. Al reclamo però venne data risposta negativa: la società fornitrice sostenne che la somma andava pagata e che il calcolo era corretto. A questo punto tramite la Confconsumatori è stata adita l’Autorità Garante per l’Energia e il Gas che ha fissato una udienza di conciliazione cui hanno preso parte i rappresentanti della società venditrice di energia e del distributore che gestisce le reti e gli impianti ed è soggetto diverso dal venditore di energia, un conciliatore e gli avvocati Samantha Nicosia (foto) e Antonio Di Pasquale per rappresentare il consumatore.

Il distributore ha quindi comunicato che da una ricostruzione dettagliata dei consumi è emerso che la fattura era infondata nel suo ammontare e pertanto andava annullata totalmente. E´ stato quindi redatto il verbale in cui si specificava che «nulla deve la cliente per la predetta fattura.» «Questo verbale di accordo rappresenta uno dei successi più importanti della sede ragusana della nostra associazione in materia di bollette pazze» ha dichiarato l’avvocato Samantha Nicosia, responsabile della Confconsumatori Ragusa.


scarsa considerazione del cittadino
05/03/2015 | 17.47.52
gaetano gerratana

Il problema è il solito: la scarsa considerazione che il burocrate e, per suo tramite, l’ente ha del cittadino. Anche se questi cerca di far valere le sue valide ragioni, il burocrate è irremovibile. Quando, invece, si trova di fronte un’associazione e una raccomandata con la f
rma preceduta da un avv., allora l’atteggiamento cambia.