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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1147
RAGUSA - 01/03/2015
Attualità - Il presidente di Ecodem fa luce sulla contorta vicenda

Rifiuti: i costi sulle spalle dei cittadini

"La Regione ha bruciato un miliardo e 300 milioni ma ancora siamo all’anno zero" Foto Corrierediragusa.it

"Dall’immondizia non ci salva nessuno, ne siamo coperti fino al naso. Fra anticipazioni e stanziamenti la Regione ha sborsato un miliardo e 300 milioni che dovrebbero essere rimborsati da comuni e Ato con piani di rientro nell’arco di 3/6 anni. Dovrebbero". A parlare di ecologia e ambiente è una persona che se ne intende: Gigi Bellassai (foto), non solo presidente del Consiglio comunale di Comiso, ma anche dell’Associazione ecologisti democratici. L’intervento che fa sullo smaltimento dei rifiuti in Sicilia e in particolare nel ragusano, fa turare il naso, per il lezzo che emana l’argomento e per i soldi sprecati inutilmente da quando esistono gli Ato e poi le Srr che dovrebbero sostituirli. «Nell’Isola- dice Bellassai- secondo i dati trasmessi dall’Ispra la raccolta differenziata è praticata nella misura del 13,4 % e quindi l’86% va a finire in discarica, metodo costoso e improponibile».

Ragusa s’adatta bene all’inefficienza del trend regionale. «L’Ato Ragusa non ha mai brillato per efficienza- sentenzia Bellassai- nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. La gara unica è rimasta una chimera e la raccolta differenziata poco oltre il 16% (appena 19.541 tonnellate), al di sotto della media regionale, già disastrosa». Bacchettate, quelle di Bellassai, al passato, al presente, bipartisan. «Con i commissari liquidatori, di male in peggio. Gli impianti di compostaggio di Ragusa e Vittoria sono ferme al palo per la gestione, l’unica discarica attiva, quella di Ragusa, ha al massimo 4 mesi di vita, mentre quella di Vittoria non si riesce a bonificarla per conflitti economici fra comuni sulle erogazioni relative al post mortem e per l’opacità della gestione finanziaria».

Davanti a questo scenario apocalittico non si salva nessuno. Vero è che l’Ato è coperto da una montagna di debiti, ma è altrettanto vero che l’Ambito ha subito «tappi» da alcuni comuni che hanno incassato soldi dai soci conferitori facendone tutt’altro uso anziché bonificare le discariche post mortem. Questo si legge tra le righe dell’analisi di Bellassai.

«La svolta- sostiene lo stesso- doveva avvenire nel 2013 con la Srr costituita dai sindaci iblei. Dopo 19 mesi nessun atto è stato sviluppato. Eppure sarebbe possibile con investimenti minimi far decollare i centri di compostaggio di Ragusa e Vittoria già ultimati e inutilizzati, costringendo i comun limitrofi a trasferire l’umido a Grammichele con costi di oltre 100 euro a tonnellata».

Fra le azioni attivabili da subito e a costo zero, secondo Bellassai c’è l’istituzione di un circuito coordinato per la promozione del compostaggio domestico. Continuare a dormire su una materia così delicata, oltre a creare problemi igienici e di ordine pubblico, per Bellassai significa «che il mancato riciclo costa alla provincia iblea 57 euro di media l’anno per cittadino. L’anno scorso secondo lo studio Alhesys in provincia la limitata differenziata ha fatto bruciare almeno 30 milioni di euro tra materia sprecata e costi per lo smaltimento».