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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 767
RAGUSA - 28/02/2015
Attualità - Bisogna che accada qualche tragedia prima che qualcuno intervenga?

A Ragusa il treno passa ma le sbarre non si abbassano

La questione è ormai nota e non è stata affrontata pienamente Foto Corrierediragusa.it

Passaggio a livello aperto in via Paestum mentre passa il treno (foto). E´ successo ad una signora al volante che si è vista transitare davanti il convoglio anche se questo procedeva, come da regolamento, a passo d´uomo. Tanto lo stupore della donna e di quanti erano nei pressi e si è sollevato anche un moto di indignazione perché non è la prima volta che tutto questo accade. La questione è ormai nota e non è stata affrontata pienamente perché le Ferrovie hanno provveduto a notificare al comune il decreto con il qualche si prevede la chiusura totale del varco in via Paestum. L´amministrazione, dopo tante proteste e prese di posizione da parte di residenti e cittadini, costituitisi anche in comitato, ha programmato un progetto per rendere l´attraversamento della linea ferrata più sicura ma finora tutto è rimasto sulla carta. E´ vero che i residenti e gli automobilisti protestano ma è anche vero che quel passaggio a livello non ha più senso nel cuore della città e nessuna ragione di esistere. Finora non si è provveduto a chiuderlo solo per le proteste di quanti si indignano ma si lamentano quando vedono passarsi davanti un convoglio.

Il nuovo allarme è stato lanciato dal presidente di Ragusa in Movimento Mario Chiavola, anche in qualità di rappresentante del laboratorio politico culturale 2.0. «L’ennesima situazione critica con riferimento al passaggio a livello in questione – aggiunge Chiavola – conferma, ma lo avevamo già rilevato a suo tempo, che c’è più di qualcosa che non va. Sollecitiamo l’amministrazione comunale a farsi interprete delle legittime esigenze dei residenti della zona, ma direi complessivamente della cittadinanza ragusana". Auspichiamo dunque che si intervenga prima che accada qualche tragedia.