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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1329
RAGUSA - 17/02/2015
Attualità - Il futuro del monoblocco ospedaliero non è affatto nebuloso, anzi

"Giovanni Paolo II" apre a luglio 2017: parola di Aricò

L’immobile di contrada Puntarazzi, alla periferia del capoluogo in direzione S. Croce, è però per il momento un gigante senz’anima
Foto CorrierediRagusa.it

Passeggiando per i corridoi vuoti e le verande del monoblocco ospedaliero "Giovanni Paolo II" il direttore generale dell´Asp 7 Maurizio Aricò (foto) manda segnali rassicuranti: "L´ospedale sarà aperto entro luglio 2017 quando scadrà il mio mandato anche se contiamo di accelerare i tempi. Il cronoprogramma è in anticipo di alcune settimana e contiamo di accelerare e arrivare prima al traguardo". L´immobile di contrada Puntarazzi, alla periferia del capoluogo in direzione S. Croce, è per il momento un gigante senz´anima. Stanze colorate ma vuote, sale operatorie dotate degli impianti ma senza macchinari, bagni attrezzati ma senza acqua, parcheggi, percorsi pedonali,ingressi già realizzati ma non segnalati. Un labirinto vero e proprio dove rimbombano i passi,dove il vento e anche la pioggia filtrano da aperture non tutte a tenuta. C´è certamente un lavoro da fare ancora dopo avere speso 53 milioni e dopo aver posto la prima pietra esattamente dieci anni fa. Se tutto andrà bene, come dice Maurizio Aricò, ci vorranno un paio di anni prima che Ragusa e tutto il territorio possa contare su un ospedale di primissimo livello, "la punta di diamante del territorio ibleo, una struttura modernissima" come dice il direttore generale. I numeri del Giovanni Paolo II sono consistenti. Ci saranno 220 posti letto, cinque sale operatorie, quattro piani sui quali sono distribuiti tutti i servizi. "E´ un ospedale -aggiunge Aricò- progettato quando ancora la spending review non andava di moda. Gli spazi ci sono e sono abbondanti. Li sfrutteremo al massimo".

Prima che si arrivi al completamento e all´apertura bisogna anche pensare a preservare quanto è stato già fatto visto che la malavita ha già messo nel mirino la struttura. Non è un caso che la Polizia ha arrestato una banda attrezzata di tutto punto per mettere mano ai cavi di rame che corrono nel ventre dell´ospedale. Per completare l´opera servono altri otto milioni che l´assessorato regionale alla Sanità ha messo a disposizione per gli acquisti di mobili, apparecchiature, mezzi. Il primo acquisto per il nuovo ospedale è la Pet, avanzatissima macchina per la Tomografia che supera la Tac, e che la Siemens è già pronta ad installare. Poi verrà il resto secondo un cronoprogramma già stilato ed affidato al direttore sanitario aziendale, Pino Drago, per la sua gestione generale, trasferimento compreso, e al direttore amministrativo, Elvira Amata, per la parte relativa all´indizione delle gare.