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RAGUSA - 16/02/2015
Attualità - Una cerimonia eucaristica presieduta dal vescovo ha segnato l’evento

Santa Maria delle Scale restituita a Ragusa

E’ durato 4 anni grazie ai fondi della Legge su Ibla. La chiesa è nella lista Unesco dei monumenti patrimonio dell’Umanità Foto Corrierediragusa.it

Un restauro lungo quattro anni ha consegnato alla comunità religiosa e a tutta la città S. Maria delle Scale (nella foto). La chiesetta, iscritta nella lista dei beni patrimonio dell´Umanità dall´Unesco, è stata riaperta ufficialmente con una celebrazione eucaristica cui ha partecipato il vescovo Paolo Urso, che nella sua omelia ha detto: "Prendiamo consapevolezza della bellezza dei nostri luoghi. Un patrimonio che dobbiamo amare e custodire. Ma siamo qui per custodire ancor più la parola che il Signore ci ha rivolto. Il Vangelo ci ricorda che la cosa più importante per noi resta la relazione tra gli uomini. La capacità di stare sempre e comunque dalla parte dell´uomo. In questa chiesa che custodisce e ricostruisce la nostra storia, cerchiamo di edificare anche la nostra identità interiore con il solo scopo di rispettare sempre la dignità dell´uomo".

Il restauro ha messo in risalto il valore artistico del tempio, le varie sedimentazioni di stili ed ha anche portato alla luce un affresco nella Cappella delle Anime del Purgatorio raffigurante una crocifissione databile tra la fine del 1400 e l´inizio del 1500. Tessitura e colori sono stati ripresi grazie al sapiente lavoro delle restauratrici riconsegnando così un´opera che arricchisce il monumento. La datazione della chiesa è complessa e comunque è possibile stabilire che il tempio fu iniziato nel periodo normanno, completato con elementi tardo gotici e ricostruito in buona parte dopo il terremoto del 1643. La parte che ha resistito al sisma è quella della navata destra che si è conservata in buona parte intatta.

Il restauro della chiesa è stato finanziato grazie ai fondi della legge su Ibla ed ha restituito una chiesa da sempre nel cuore dei ragusani. Santa Maria delle Cateratte, questo il nome originario della chiesa, per i copiosi rivoli di acqua e pioggia, simili a cateratte, che dalla roccia confluivano verso la parte bassa e poi nel torrente sottostante. Poi il nome per volontà popolare cambio in S. Maria delle Scale dalla metà del ´700 per i trecento gradini che dal quartiere degli Archi in quella che oggi è Ibla, arrivano all´altopiano sul quale la città si è sviluppata nel dopo terremoto. Nell´immaginario collettivo la chiesa è stata dunque percepita, e lo è ancora adesso, come il luogo sacro più antico della città.