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RAGUSA - 16/02/2015
Attualità - Il futuro del monoblocco ospedaliero non è in discussione

"Aprirà l´ospedale "Giovanni Paolo II"

Ma la sanità iblea si sta riorganizzando anche a Vittoria e Modica Foto Corrierediragusa.it

Il manager dell´Asp 7 Maurizio Aricò (foto) non si sbilancia. Nonostante pressioni mediatiche e politiche non intende rivelare la data di apertura del nuovo ospedale "Giovanni Paolo II", lasciando presagire comunque tempi brevi. Del caso si è di recente occupato pure "Striscia la notizia" . "Dico solo - premette il direttore generale dell´Asp 7- che in questi mesi abbiamo riattivato il percorso per arrivare alla apertura dell´ospedale di contrada Puntarazzi. La nuova Pet, l´apparecchiatura che sostituirà la risonanza magnetica, sarà installata direttamente nel nuovo monoblocco ospedaliero. Aggiungo che stiamo completando le due sale operatorie e che stiamo lavorando sugli arredi. L´assessorato regionale alla Salute ci ha garantito altri otto milioni per cui siamo sulla strada giusta. Ma niente date per non creare aspettative. Saprete tutto a tempo debito". L´apertura del nuovo ospedale, già annunciata cinque anni fa, sembra dunque procedere a grandi passi e induce il direttore generale a spiegare l´assetto dei tre ospedali su cui Ragusa potrà contare non appena il "Giovanni Paolo II" aprirà le porte.

"Al "Civile" - dice Aricò - trasferiremo tutte le strutture e gli uffici amministrativi dell´Asl. Spendiamo oggi un milione di euro come fitti per locali destinati ad uffici e ambulatori in tutta l´Asp, a Ragusa realizzeremo un bel risparmio. Il Paternò Arezzo avrà invece una vocazione oncologica e lì concentreremo i reparti ad essa collegati".

L´attenzione di Aricò non è puntata tuttavia solo su Ragusa. "A Vittoria abbiamo notificato al sindaco la delibera per l´affidamento dei lavori per le sale operatorie al "Guzzardi". Completeremo a breve il reparto di gastroenterologia. A Modica, terzo polo ospedaliero dell´Asp, è in itinere un vasto programma per la sistemazione del Pronto Soccorso, già presentato nei giorni scorsi, e la apertura della nuova ala". Per Maurizio Aricò la sanità negli Iblei gode dunque di buona salute: "Dobbiamo difendere i buoni livelli raggiunti negli anni, ci sono reparti di avanguardia, dobbiamo ottimizzare i percorsi e i rapporti con il cittadino-utente. A Pozzallo, punto critico per l´impatto che ne deriva per l´arrivo dei migranti devo dire che la risposta è stata ottima. Non creeremo un piccolo ospedale da campo disperdendo così le forze. Assicureremo invece il primo intervento per i migranti con un ambulatorio attrezzato e poi utilizzeremo le strutture del Maggiore, che è appena a 15 minuti di distanza".