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RAGUSA - 12/02/2015
Attualità - Presenti amministratori, politici e sindacalisti di Catania, Siracusa e Ragusa

Area vasta e infrastrutture, ricetta Cgil per sviluppo

Per il segretario generale Sicilia, Michele Pagliaro, bisogna superare i limiti degli attuali territori Foto Corrierediragusa.it

Oltre i limiti tradizionali dei territori e puntare tutto sulle infrastrutture. La Cgil offre questa ricetta per lo sviluppo di quella che viene individuata come Area Vasta, che si estende da Ragusa a Catania passando per Siracusa. Un sud est ricco di grande potenzialità, come ha sottolineato il segretario della Cgil di Ragusa, Giovanni Avola (nella foto con alle spalle Michele Pagliaro), al convegno tenutosi a Ragusa per discutere proprio di strategie di sviluppo. E´ un´area che include due aeroporti, tre grandi porti, una agricoltura di avanguardia, il barocco, l´enogastronomia di qualità ma che non è riuscita ancora a sfruttare le sue potenzialità per mancanze di infrastrutture ma soprattutto per visioni localistiche, per le responsabilità di una classe dirigente che non è riuscita a fare sistema ed ha guardato entro limiti circoscritti. La Cgil ha proposto dunque a parlamentari, sindaci, amministratori, forze sindacali e imprenditoriali presenti una piattaforma che mette al centro innanzitutto il completamento delle infrastrutture.

E´ il caso della autostrada Siracusa-Gela, l´ammodernamento della rete ferroviaria in funzione soprattutto della movimentazione delle merci, la messa a rete dei porti con un´unica società di gestione. Il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, dal canto suo ha rilevato che la Sicilia non ha un piano dei trasporti alla faccia delle riforme e della buona politica e allora è necessario che i territori si impadroniscano del loro destino ed agiscano all´unisono per il rilancio dell’economia. Massima attenzione anche per intercettare i fondi UE – Horizon 2014/2020- che passano anche attraverso i servizi che l’area vasta potrebbe intestarsi insieme agli altri: la gestione dei rifiuti e delle aree mercatali. Ora serve un approccio nuovo, sinergico, meno localistico e di visione più ampia. La Cgil si intesta questa sfida e ha lanciato il messaggio.