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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 106
RAGUSA - 12/02/2015
Attualità - La classe politica provinciale torna a interrogarsi

Liberi consorzi: il Ddl confonde le idee

Intanto tutto da rifare per Ragusa Foto Corrierediragusa.it

Cosa stia succedendo sul futuro dei liberi consorzi è una sorta di rebus. Gli ultimi sviluppi che hanno fatto seguito ad un fase di stasi non hanno di certo contribuito a schiarire le idee. Anzi. Il nuovo disegno di legge per tornare indietro sul percorso tracciato in precedenza rischia di confondere le idee, che erano peraltro già ben confuse. Sui Liberi consorzi la classe politica provinciale torna a interrogarsi e apprende che la novità contenuta nell’ultimo disegno di legge riguarda non più la creazione di 9 consorzi, ma la costituzione di tre città metropolitane (Palermo, Catania e Messina e di 6 liberi consorzi, che corrispondono più o meno alle vecchie province. E’ l’ultima alchimia della politica che emerge nel testo presentato dell’assessore alle Autonomie locali Ettore Leotta, in tutto 55 articoli. La governance di questi nuovi soggetti tecnico-politici, spetta ai presidenti dei Liberi consorzi e ai sindaci metropolitani sulla base di elezioni di secondo livello.

Parteciperanno sindaci e consiglieri comunali. Non potrà votare chi ha riportato una condanna, anche se non è passata in giudicato. I sindaci saranno i componenti della giunta e i consiglieri avranno una rappresentanza in base alla popolazione del territorio. Il tutto a titolo gratuito. Saranno pagati solo i rimborsi spese. Ma se gli Ato e le Srr non sono riusciti a decollare perché i soci non trovano una sintesi e un accordo per materie delicate e scottanti come quella dei rifiuti, come possono gestire organismi ancora più complessi?

Il dibattito sul nuovo disegno di legge il cui iter definitivo dovrebbe concludersi nella prima settimana di aprile, è già iniziato. Ci sono pro, contro, e non manca la confusione. Intanto tutto da rifare per Ragusa, con il comune di Licodia Eubea che già si era pronunciato per l’adesione con il referendum. Il presidente del Consiglio di Licodia, Alessandro Astorino, dovrà rimettersi al lavoro. Il piccolo comune montano sarà chiamato a decidere di nuovo se vuole restare nel Libero consorzio di Ragusa o aderire alla Città metropolitana di Catania.

Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia trancia in maniera negativa tutto quanto sta accadendo. «Situazione gattopardesca, vogliono cambiare tutto per non cambiare niente. Non è perché sia affezionato alle vecchie province, ma secondo me una vera e propria riforma avrebbe dovuto tagliare le competenze provinciale affidandole a regioni e comuni, abbattendo così i costi del 50, 60%. Una vera redistribuzione delle competenze e del personale, già scremato dai prepensionamenti: le scuole ai comuni e la viabilità alla regione. Questa riforma dà solo una sforbiciata alla politica. Il nuovo disegno di legge? Aria fritta. E’ solo una finta riduzione delle spese».

Il presidente del Consiglio comunale di Ragusa era riuscito ad allargare il Consorzio facendo entrare Licodia Eubea. «Che dire- afferma Iacono- il nuovo testo va analizzato bene. Ritengo positivo ciò che serva a fare uscire dal caos questa terra di nessuno. Mai come ora abbiamo bisogno di certezze».
Gigi Bellassai, presidente del Consiglio comunale di Comiso, è un altro che sui liberi consorzi si è speso molto. «Il nuovo testo ci coglie un po’ di sorpresa. Al lato positivo della novità introdotta, fa da contraltare la preoccupazione per la diminuzione degli spazi di democrazia. Non vorrei che le Città metropolitane dovessero dominare su tutto.

Per quanto riguarda le competenze, come ho avuto modo di dire durante l’incontro con il commissario Dario Cartabellotta, bisogna puntare al recupero della sussidiarietà prevista dall’art. 10 e individuare i profili gestionali relativi all’Ato idrico, ai rifiuti, alla programmazione comunitaria 2016/2020, alla pianificazione territoriale e urbanistica fino all’approvazione degli strumenti urbanistici svolti oggi dalla Regione, e ancora la tutela dell’ambiente, la prevenzione inquinamento, la gestione delle riserve naturali, l’avvio delle procedure dei bandi di gara».

TUTTE LE NOVITA´ SUI LIBERI CONSORZI
di Duccio Gennaro

Il Governo di Rosario Crocetta ha modificato le norme per l´istituzione dei Liberi Consorzi. Il nuovo testo di riforma è stato approvato in sede di Commissione Affari Istituzionali. IL presidente Crocetta è deciso a dare un nuovo assetto e funzioni a questi enti e ha chiamato tutta la maggioranza a compattarsi su questo nuovo testo che introduce alcune nuove funzioni dei Liberi Consorzi e ne stabilisce gli ambiti di azione. In Sicilia ci saranno dunque tre Città metropolitane, Palermo, Catania e Messina che a differenza della precedente versione includeranno anche i vari comuni attualmente ricadenti nella loro area. A queste si aggiungeranno sei Liberi Consorzi di comuni che corrisponderanno alle ex Province. I nuovi enti, ognuno con un proprio statuto, avranno funzioni di coordinamento come prevede la riforma Delrio ma anche compiti di gestione, in questo caso in continuità con le vecchie Province, e potranno acquisire ulteriori funzioni dalla Regione. Presidenti dei Liberi consorzi e sindaci metropolitani saranno espressone di elezioni di secondo livello, cui parteciperanno sindaci e consiglieri comunali.

Candidabili a presidente del Libero consorzio e a sindaco metropolitano sono i sindaci in carica dei comuni che fanno parte delle aree, tranne i condannati; l´elezione è a maggioranza assoluta. L´Assemblea nel caso dei consorzi e la Conferenza nel caso delle città metropolitane, composta dai sindaci dei comuni, eleggerà la giunta, il numero dei cui componenti varia a secondo della popolazione residente dei comuni consorziati. Gli organismi dei nove enti dureranno in carica 5 anni, i componenti non percepiranno alcun emolumento. Saranno aboliti i difensori civici, ogni area vasta avrà un ´nucleo di valutazione territoriale´.

Per quanto riguarda le funzioni, i Liberi Consorzi avranno il coordinamento, la pianificazione, la programmazione e il controllo in materia territoriale, ambientale, di trasporti e di sviluppo economico. Le città metropolitane, oltre alle stesse funzioni dei Liberi consorzi, si occuperanno anche della digitalizzazione, mentre come funzioni proprie sono previste la pianificazione territoriale generale ed urbanistica, delle reti infrastrutturali; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici locali, già di competenza comunale; organizzazione dei servizi pubblici locali di interesse generale; mobilità e viabilità del territorio metropolitano; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale nell´area metropolitana, anche assicurando sostegno e supporto alle attività economiche e di ricerca innovative e coerenti con la vocazione dell´area; promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione; pianificazione, organizzazione, gestione e supporto - nei limiti della programmazione regionale - in materia di formazione, ivi compresa la vigilanza, il monitoraggio e controllo sulle istituzioni formative accreditate; motorizzazione civile.

Sono inoltre attribuite tutte le funzioni delle Province regionali, individuate dalla legislazione vigente al momento dell´entrata in vigore della legge regionale 27 marzo 2013 n.7, ad eccezione di quelle che sono riservate alla Regione.

Liberi Consorzi comunali e città metropolitane si occuperanno anche di organizzazione e gestione del sistema di raccolta e smaltimento rifiuti, eventualmente assumendo le funzioni e le competenze delle Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti (Srr); del sistema di approvvigionamento e distribuzione delle risorse idriche, eventualmente assumendo le funzioni e le competenze delle Ato. Il personale delle Province conserva la posizione giuridica ed economica, con riferimento alle voci del trattamento economico fondamentale ed accessorio, in godimento all´atto del trasferimento, nonché l´anzianità di servizio maturata.