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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1036
RAGUSA - 31/01/2015
Attualità - Smentite le voci delle cessione della storica sala trattenimenti ad un gruppo orientale

Villa Di Pasquale riapre in primavera... sempre italiana!

La prestigiosa struttura è chiusa dallo scorso 31 dicembre: non si esclude un cambio di proprietà, ma resterà in mani italiane Foto Corrierediragusa.it

Non c´è un "pericolo giallo" ed un futuro cinese per la storica e prestigiosa Villa Di Pasquale di viale delle Americhe (foto). Quello che è stato rilanciato in questi giorni su social network e web è frutto di fantasia, o peggio, di concorrenza scorretta, perchè Enzo e Ciccio Di Pasquale, i due famosi fratelli pasticceri ragusani proprietari della sala trattenimenti, non hanno avuto contatti con esponenti del mondo imprenditoriale cinese. Dice Enzo Di Pasquale: "La notizia non risponde a verità e non capisco come è venuta fuori. Sono intavolate alcune trattative con imprenditori locali, di nazionalità italiana, ma niente di più e ancora nulla di concreto. La Cina non esiste proprio, con tutto il dovuto rispetto per gli orientali". Intanto il legale di fiducia dei Fratelli Di Pasquale, l´avvocato Donato Grande, tiene a precisare che "La sala Villa Di Pasquale non è stata ceduta. Questo il solo dato di fatto. Al 31 dicembre è cessata la gestione data in affitto e la sala riaprirà nel suo splendore di sempre in primavera. Considero semmai grave, sotto l´aspetto commerciale - si legge nella nota del legale - il fatto che siano state messe in giro voci circa una ipotetica cessione, specie rivolta ai cinesi che, con tutto il rispetto per il grande paese di Confucio, oggi vengono associati alla produzione di massa e non certo a quella di qualità, per la quale invece i fratelli Di Pasquale sono conosciuti e premiati. Sarebbe gravissimo se dietro a tali insinuazioni, false e tendenziose - conclude l´avvocato - si celasse un torbido tentativo di diminuirne il valore di avviamento, distogliendo la clientela".

Dietro il "pericolo cinese" si potrebbe dunque nascondere una manovra studiata a tavolino, ben architettata, per abbassare il valore commerciale della Villa Di Pasquale e di tutto quello che è stato costruito in quasi mezzo secolo di attività. Non perchè i cinesi rappresentino un "male assoluto", semmai un cambiamento così radicale di indirizzo e di prospettiva avrebbe comunque snaturato la vera essenza e il senso di appartenenza al territorio che è stato sempre nelle corde della famiglia Di Pasquale, come, tra l´altro, è ancora oggi possibile verificare nella loro pasticceria di via Vittorio Veneto dove cannoli, paste di mandorla, torte, arancini, sono gli apprezzati e ricercati testimonial del territorio ibleo. La Cina può attendere, perchè la "muraglia gastronomica iblea" di viale delle Americhe non è caduta: per noodles e "sweet and sour pork" si prega di rivolgersi altrove. Ancora avanti tutta dunque con i profumi e i sapori siciliani.