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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 522
RAGUSA - 30/01/2015
Attualità - L’associazione ambientalista fa emergere le contraddizioni del sindaco

Trivellazioni: Legambiente ricorre al Tar

L’associazione si dice pronta ad impugnare il rilascio della concessione edilizia rilasciata se l’amministrazione Foto Corrierediragusa.it

L´amministrazione di Ragusa difende il mare e dimentica la terra. Legambiente fa emergere la contraddizione del sindaco e dei suoi più stretti collaboratori rispetto al tema delle perforazioni petrolifere nel territorio comunale. Legambiente ha nel frattempo presentato ricorso al Tar per opporsi all´autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza di Ragusa ad una società petrolifera finalizzata alla trivellazione in un’area prossima al fiume Irminio. L´associazione rileva nel ricorso che la Sovrintendenza non applica in forma sistematica le norme del piano paesaggistico che in quella zona fanno divieto di realizzare attività produttive industriali qual è, per legge, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi. L´amministrazione comunale dal suo canto è stata subito pronta a presentare due ricorsi al Tar contro il progetto di tre piattaforme per l’estrazione di idrocarburi di fronte alle coste di Licata ma nel contempo si è ben guardata dal costituirsi proprio per le trivelle lungo il fiume Irmino.

Dice Legambiente: "Se è infatti indubbia l´importanza di salvaguardare il mare (anche quello licatese...) si ritiene ancora più evidente che l´amministrazione ragusana salvaguardi le falde idriche ed il paesaggio ragusano". L´associazione si dice pronta ad impugnare il rilascio della concessione edilizia rilasciata se l´amministrazione non farà un passo indietro ancora possibile "visto che il Piano Regolatore Generale ammette la possibilità di concedere lo sfruttamento delle risorse naturali del suolo esclusivamente ad attività di natura artigianale, forma giuridica estranea al mondo dello sfruttamento del petrolio. Non si può infatti essere per la salvaguardia dell´ambiente ed il cambio del modello energetico del nostro territorio e contemporaneamente permettere a chicchessia di sforacchiarlo a suo piacimento".