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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 343
RAGUSA - 29/01/2015
Attualità - I medici veterinari dell’Asp 7 rassicurano sui controlli periodici

Nove focolai di brucellosi negli Iblei: 25 bovini soppressi

Sarebbe opportuno risalire anche la minoranza di allevatori che favoriscono questo genere di situazioni potenzialmente pericolose, a tutela non solo dei consumatori, ma anche dell’intera categoria Foto Corrierediragusa.it

Nove focolai di brucellosi in territorio ibleo in meno di 3 mesi: l’ultimo caso ha interessato un’azienda agricola di contrada Palazzola, nelle campagne del Ragusano, con la soppressione di ben 25 bovini affetti dalla malattia. A beneficio di quanti non conoscessero o non ricordassero cosa sia la brucellosi, di seguito forniamo la definizione della malattia tratta da Wikipedia: «La brucellosi è una malattia infettiva provocata dai batteri del genere Brucella. La brucellosi ha molti sinonimi, derivati dalle regioni geografiche in cui la malattia è più diffusa: febbre maltese, febbre mediterranea, febbre di Cipro, febbre di Gibilterra. I sinonimi derivano anche dal carattere discontinuo della febbre: febbre ondulante, tifo intermittente. Colpisce principalmente gli animali, causando mastite bovina e aborto, sempre nei bovini. Può colpire accidentalmente l´uomo, causando una forma morbosa che può assumere caratteristiche cliniche variabili, simulando il quadro di molte altre malattie febbrili. Il germe prende il nome da David Bruce, medico scozzese che per primo lo isolò». Va doverosamente precisato che la situazione è sotto controllo negli Iblei, stando almeno alle rassicurazioni fornite dai medici veterinari dell’Asp 7, che stanno molto attenti ad effettuare i controlli periodici grazie ai quali sono stati individuati i 9 focolai di cui sopra in meno di 90 giorni. Ma questi casi a cosa sono dovuti? In casi per fortuna sporadici a qualche allevatore di una ristretta minoranza con pochi scrupoli che non si attiene alle rigide normative in materia, tra cui la tracciabilità degli animali, rischiando di danneggiare l´immagine di un intero comparto ed il lavoro svolto con professionalità dagli allevatori onesti.

Questi casi episodici difatti non aiutano di certo il comparto zootecnico che già soffre di suo per la grave crisi economico finanziaria. I controlli proseguiranno in maniera capillare per individuare altri possibili focolai, ma sarebbe opportuno risalire anche la minoranza di allevatori che favoriscono questo genere di situazioni potenzialmente pericolose, a tutela non solo dei consumatori, ma anche dell’intera categoria.