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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 782
RAGUSA - 29/01/2015
Attualità - Organizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa

Il "Festival delle Relazioni" coinvolge le scuole iblee

Avrà la collaborazione anche dell’Asp, della Provincia, dei Comuni di Ragusa e Comiso, del Consorzio universitario e della Caritas. Tonino Solarino: «Stiamo avviando un modello di welfare multistituzionale»
Foto CorrierediRagusa.it

Il «Festival delle Relazioni» è il nuovo progetto culturale organizzato dalla Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa. Il progetto prevede momenti formativi, conferenze e concerti incentrati sul tema del dialogo interreligioso. Per il primo anno di attività è stato scelto il tema: «Le onde e il mare». Numerosi i relatori, a testimonianza di una collaborazione diffusa tra gli enti pubblici e del privato sociale del territorio ibleo. Protagonista del progetto, Tonino Solarino (nella foto il primo a destra), ex sindaco di Ragusa, presidente della Fondazione: «Avviamo un modello – afferma Tonino Solarino– di welfare multi istituzionale in cui viene condiviso uno sforzo in vista di una società capace di aprirsi al dialogo, nel rispetto reciproco. Il Festival delle Relazioni affronterà diversi generi narrativi e vuole diventare una tradizione». A febbraio verrà lanciato un doppio concorso rivolto alle scuole, che porterà a giugno ad un momento pubblico di premiazione. Sono previsti 2 differenti concorsi con un premio per il migliore artwork sul tema del Festival (Scuole secondarie di secondo grado) ed un riconoscimento per la migliore «Lettera a un coetaneo straniero» scritta dagli studenti delle Scuole secondarie di primo grado.

A seguire l’avvio degli incontri formativi in cui uno staff di formatori professionisti darà inizio ai momenti di educazione all’Intercultura. La formazione si terrà nelle sedi dei progetti SPRAR e di ospitalità agli stranieri, nelle scuole, nelle parrocchie, nei luoghi di aggregazione, presso gli uffici pubblici che hanno già aderito all’iniziativa. In aprile street artists italiani e stranieri creeranno in diverse parti della città di Ragusa e Comiso un momento di arte sociale e realizzazione di murales. Dal 17 al 20 giugno, infine, si susseguiranno a Ragusa Ibla, concerti e conferenze sul tema «Le onde e il mare» e il dialogo interreligioso. I dettagli sui relatori presenti e gli artisti coinvolti saranno resi noti nel mese di aprile.

La direzione musicale degli eventi è affidata al giovane cantautore ragusano Giovanni Caccamo. «L’arte – spiega Stefania Campo, assessore alla Cultura del Comune di Ragusa – è un linguaggio universale e capace di creare relazioni. È bene che ci siano momenti in cui anche chi ospita possa arricchirsi delle tradizioni di chi è ospitato». Coinvolta anche l’Asp di Ragusa: «Condividiamo questo ambizioso progetto – afferma Gianna Miceli in rappresentanza dell’Azienda Sanitaria – perché conosciamo l’importanza del lavoro che la Fondazione svolge in questo ambito».

«Le Istituzioni – aggiunge Filippo Spadaro, sindaco di Comiso – hanno il dovere morale di accogliere l’altro e di integrarlo. È significativo che questo festival avrà una sua conclusione a Canicarao, proprio dove sorge una delle rare pagode buddiste d’Europa. Sarà possibile fare del nostro territorio un luogo denso di significato per il dialogo interreligioso». «La nostra adesione – sottolinea Gianni Molè, portavoce del commissario alla Provincia regionale Dario Cartabellotta – è sostanziale e non formale. Il Festival raccoglie l’intuizione che fu del grande Giorgio La Pira in tema di dialogo tra le culture e tra le fedi».

«Il Festival – avverte Cesare Borrometi, presidente del Consorzio universitario ibleo – è una sorta di sintesi della nostra realtà quotidiana che è senza dubbio multiculturale». Alla Caritas diocesana è affidato il compito di coordinare i momenti formativi che faranno da preludio al Festival di giugno. «Condividiamo di questa iniziativa – spiega Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana – soprattutto per la vicinanza che intende creare con i giovani. Allargheremo a varie scuole i momenti formativi che da circa dieci anni effettuiamo in diversi Istituti della provincia. I ragazzi saranno i veri protagonisti delle attività proposte».

Infine il vescovo Paolo Urso: «Le emergenze che viviamo ci obbligano a porre alcune questioni fondamentali come quella legata all’accoglienza verso persone di culture e credi diversi dai nostri. L’incontro con chi è straniero deve essere vissuto come un’occasione. Bisogna perseverare nel dialogo e farlo parlando con lealtà e riuscendo a vedere le ricchezze delle culture e dei vissuti di ogni popolo. Credo che tutti gli attori in campo per questo progetto abbiano le caratteristiche per vincere questa scommessa».