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RAGUSA - 12/01/2015
Attualità - Col supporto di Anci Sicilia, Wwf, Lipu e molti altri

Ragusa & Company su "Offshore Ibleo"

Nei mesi scorsi le associazioni ambientaliste e l’Anci Sicilia avevano presentato un ricorso contro il parere positivo dato dal Ministero dell’Ambiente sulla Valutazione di impatto ambientale Foto Corrierediragusa.it

Anci Sicilia, i comuni di Licata, Palma di Montechiaro, Ragusa insieme a Greenpeace, Lipu, Touring Club Italiano e Wwf hanno presentato un ricorso aggiuntivo al Tar del Lazio contro il progetto "Offshore Ibleo" di Eni e Edison, in Sicilia. Chiedono ai giudici amministrativi di sospendere l´autorizzazione del ministero dello Sviluppo economico e rigettare il progetto, perché, secondo i ricorrenti, "si basa su una procedura di valutazione del rischio che è monca, pericolosa e inaccettabile".
Lo rende noto Greenpeace. Il progetto "Offshore Ibleo" di Eni ed Edison prevede otto pozzi due "esplorativi", una piattaforma e vari gasdotti al largo della costa delle province di Caltanissetta, Agrigento e Ragusa.

Nei mesi scorsi le associazioni ambientaliste e l´Anci Sicilia avevano presentato un ricorso contro il parere positivo dato dal Ministero dell´Ambiente sulla Valutazione di impatto ambientale, ma il Mise aveva dato l´ok al progetto, che oggi amministratori locali e associazioni ambientaliste hanno deciso di impugnare davanti al Tribunale amministrativo".