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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1092
RAGUSA - 12/01/2015
Attualità - Boom di rapporti "omosex" magari "condito" da un pizzico di voyeurismo

Ragusa e Modica "capitali" del sesso a pagamento

Il primato del sesso mercenario spetta ai maschietti, con una tipologia di clientela molto più variegata e persino disposta a fare la fila davanti alla porta Foto Corrierediragusa.it

Ragusa e Modica si confermano per la Sicilia sud orientale nel 2014 l’autentica capitale del «fàmolo strano» (dal celebre coatto interpretato da Carlo Verdone in un suo film), ancor più di una «metropoli» (al confronto) come Catania. Insomma in terra iblea il sesso tira, non solo in senso letterale, meglio se «particolare». E, sorpresa nella sorpresa, il numero di ragazze che cerca i «prostituti» è molto più consistente di quel che si possa pensare. Partner inadeguati? Bisogno di trasgredire? Fascino dell’avventura? Voglia di rapporti esclusivamente occasionali senza impegni? Forse un mix di questi e altri motivi inducono un numero sempre maggiore di donne (anche piuttosto carine) ad andare alla ricerca del gigolò, del toy boy, insomma, di chiunque possa aiutare ad uscire fuori dalla routine. E il sesso a pagamento sembra la soluzione più a portata di mano. La tipologia di donne fan del «sesso magico» è variegata: dalla studentessa alla professionista, passando per la casalinga, anche se questa tipologia è presente in numero minore, come non elevatissima è la percentuale delle sposate. Della serie: non è un luogo comune che le donne tradiscono meno degli uomini. L’età va dai 30 anni alle over 50, le cosiddette «cougar», ovvero «predatrici» che sanno bene cosa cercano e cosa vogliono.

Il primato del sesso mercenario spetta però ai maschietti, con una tipologia di clientela molto più variegata e persino disposta a fare la fila davanti alla porta, attendendo pazientemente il proprio turno, come evidenziato dai ben 400 clienti «pizzicati» dalle forze dell’ordine in un paio di case di piacere (poi chiuse) a Ragusa. Qui ce n’è per tutti i gusti: dall’insospettabile (sul serio) professionista stimato che gira impeccabilmente in giacca e cravatta, con lo smartphone all’orecchio e il tablet sottobraccio, al netturbino, passando per studenti e disoccupati. Emblematico il caso del modicano senza lavoro sorpreso dalle forze dell’ordine a fare sesso di gruppo in un appartamento di corso Mazzini, sempre a Ragusa, con due prostitute dopo aver sborsato ben 200 euro.

L’età in questo caso si abbassa: addirittura già a 17 anni si fanno le prime esperienze, giocando sul fatto di apparire più grandi (la prostituta di turno non si cura di dare un’occhiata alla carta d’identità, ma solo al portafogli). Il sesso tradizionale tiene ancora banco, ma è in fortissima ascesa, come accennato in apertura, il sesso «particolare»: sadomaso, voyerismo, orge e molto altro ancora su cui stendiamo un velo (magari a luci rosse) per pudore e anche perché ci leggono pure i minorenni. Non a caso, per prestazioni «articolate» condite con maschere, fruste, lubrificanti, manette (vere) e tanta roba ancora, le prostitute più esperte e vicine ai «gusti» di certa clientela piuttosto perversa si fa pagare anche 300 euro per un’ora di piacere trasgressivo e talvolta persino abbastanza violento. Sono parecchi gli uomini che amano essere «dominati», tanto per fare un eufemismo, non solo dalle donne, ma anche da altri uomini.

Il dato finale, difatti, è dato dalla crescita esponenziale di rapporti omosessuali per entrambi i sessi. Insomma, un microcosmo variegato che costituisce il volano del sesso a pagamento, che non conosce crisi, almeno in terra iblea. Alle «perverse» e lussuriose Ragusa e Modica, che detengono il record, si aggiungono pure Scicli, Pozzallo e, distaccata di parecchio, Vittoria. E allora «fàmolo strano», anche se le case di piacere chiuse in queste ultime settimane dalle forze dell’ordine sono oltre una dozzina. Ma per un bordello che viene chiuso, altri cinque spuntano come funghi. E gli «aficionados» sanno come passare parola.