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RAGUSA - 04/01/2015
Attualità - Intenso il lavoro dei Centri di ascolto e delle parrocchie

Sostegno alle famiglie, a Ragusa Caritas in prima linea

Oltre 1400 nuclei familiari sono stati infatti assistiti nel corso del 2014 e gli uffici della Caritas hanno registrato quasi tre mila utenti che si rivolgono alle parrocchie Foto Corrierediragusa.it

La Caritas diocesana dà una mano in una situazione economica difficile per tante famiglie. La mancanza di lavoro, i licenziamenti, gli introiti insufficienti causano ferite e difficoltà ed è proprio su questo tessuto che i centri di ascolto danno il proprio sostegno.

Oltre 1400 nuclei familiari sono stati infatti assistiti nel corso del 2014 e gli uffici della Caritas hanno registrato quasi tre mila utenti che si rivolgono alle parrocchie. Non si tratta solo di aiuti diretti con generi di prima necessità ma anche di un sostegno economico per evitare gli sfratti e la cosiddetta manutenzione straordinaria degli immobili. Il 70 per cento delle famiglie «soccorse» sono italiane. «Sono l’emblema di una situazione economica drammatica – spiega il direttore della Caritas di Ragusa, Domenico Leggio - abbiamo monitorato ogni singolo caso e si evince una situazione di grave disagio sociale ed economico. Storie di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e non hanno più soldi per pagare l’affitto di casa e per risistemare l’infisso. In molti casi siamo intervenuti con la cosiddetta manutenzione d’urgenza oppure con singoli interventi. L’invito che rivolgiamo alle istituzioni, al mondo politico, di fare un buon uso delle risorse economiche a non disperdere un patrimonio che appartiene a tutti in un momento in cui tremila cittadini vivono in condizioni di grande povertà".

L’analisi e la testimonianza delle singole parrocchie diocesane ha portato alla luce anche la nascita di nuovi poveri. «Cresce il numero di chi prima lavorava e, da un giorno all’altro, si ritrova senza più un lavoro. Come Caritas – racconta il direttore - ci siamo trovati anche ad anticipare soldi a famiglie che non potevano pagare i biglietti degli autobus per mandare i propri figli a scuola. Ecco, alla luce di questo, è necessario che la politica utilizzi con più parsimonia i fondi. I nostri servizi, in questo momento così difficile, sono aumentanti con il centro d’ascolto della Caritas e delle singole parrocchie della Diocesi. C’è l’esigenza di interloquire con questi nostri fratelli che spesso hanno bisogno anche di parlare. Ci siamo accorti, poi, della necessità di avere un riscontro immediato alle loro richieste. Siamo intervenuti anche per sostenere le spese mediche e proseguire, nel modo migliore, la terapia che il medico aveva prescritto".