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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 745
RAGUSA - 02/01/2015
Attualità - Cambio al vertice della direzione sanitaria iblea

Asp, Pino Drago nuovo direttore sanitario provinciale

Il medico vittoriese, 55 anni, sostituisce dal primo gennaio il dottor Amato che si è dimesso dalla carica Foto Corrierediragusa.it

Nuovo direttore sanitario all’Asp 7 di Ragusa. Il dott. Pino Drago (nella foto a destra con il predecessore), vittoriese, 55 anni, sostituisce il dott. Vito Amato, che dal 31 dicembre 2014 si è dimesso dalla carica che aveva svolto ininterrottamente da diversi anni. Drago proviene dalla direzione sanitaria del presidio ospedaliero Vittoria – Comiso ed ha al suo attivo una notevole e ricca esperienza nella sanità. Ha conseguito due specializzazioni in Anestesia e Rianimazione e in Igiene e Medicina Preventiva indirizzo Epidemiologia e Sanità Pubblica. E’ stato, nella sua lunga carriera, anche Responsabile Sistema Informativo Sanitario Locale. Nel suo curriculum, rilevante il ruolo di componente Board del progetto Jont Commission - Gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie della Regione Siciliana Assessorato Salute Regione Sicilia.

Il nuovo Direttore Sanitario è considerato un tecnico esperto in Programmazione Sanitaria di appropriatezza e qualità delle prestazioni sanitarie, di rischio clinico – ha conseguito un master – ed ha perfezionato gli studi nell’ambito dell’Igiene, Architettura, Edilizia ed impiantistica Sanitaria Statistica ed informatica per le aziende sanitarie presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma.

Nei prossimi giorni il neo direttore, che già conosce bene la realtà sanitaria ragusana, stilerà un piano di programmazione per dedicarsi alle priorità della sanità locale. «Fra i principali obiettivi di cui mi occuperò- dice il neo direttore- l’apertura del nuovo nosocomio in fase di completamento in contrada Cisternazzi. Ci sarà anche da riorganizzare la rete ospedaliera in base a decreto assessoriale e una risposta immediata va data sicuramente all’accessibilità dei servizi. I tempi d’attesa? Sicuramente una piaga. Le richieste sono molte e le risorse poche. Dobbiamo studiare una nuova strategia che preveda la prescrizione degli esami dallo specialista e non dal medico di base».