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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 922
RAGUSA - 31/12/2014
Attualità - Analisi di un anno che si è chiuso in maniera tribolata

Un 2014 in chiaroscuro per gli Iblei

In questi tempi difficili non si intravedono terre all’orizzonte. Si spera comunque nel 2015 Foto Corrierediragusa.it

L´anno che si è chiuso non è stato certo generoso per l´area iblea. Un consuntivo del 2014 non può trascurare le difficoltà politiche ed economico-sociali di un territorio dotato di eccezionali opportunità ma che continua a subire i contraccolpi durissimi di una crisi lunga e multifattoriale. Possiamo augurarci che nell´anno nuovo possano essere rimossi gli elementi di freno? Il pessimismo della ragione non ci aiuta, ma l´ottimismo della volontà può fare miracoli. Auguri. Il primo stallo è stato di natura istituzionale e riguarda l´abolizione della Provincia e la mancata attivazione del nuovo Libero Consorzio. Una riforma confusa come la classe politica che l´ha voluta, e subito abortita. Soprattutto si è consumato un vulnus grave. Siamo stati privati del più elementare diritto della democrazia : il voto. Da oltre due anni una sfilza di commissari di nomina politica governativa decide e spende soldi pubblici senza controllo, senza Giunta e Consiglio, senza indirizzi condivisi, veri "proconsoli" di Crocetta privi di mandato popolare. Per ultimo è arrivato il Dario Cartabellotta, ottimo funzionario, ma anch´egli "catapultato" da Palermo a colonizzare il territorio. Così avviene in tutta la Sicilia, nel più assordante silenzio della politica, complice di questa "fascistizzazione" postmoderna degli enti locali. A differenza delle altre Regioni, in Sicilia non si vota più per gli enti intermedi. I Liberi a Consorzi sono diventati come l´araba fenice, e neppure Crocetta sa dove siano finiti. La sospensione della democrazia e l´ accentramento amministrativo dell´ex Provincia hanno finito per eliminare l´unico ente territoriale "orientato" alla programmazione su scala vasta. L´area Iblea ne esce mortificata e indebolita, periferia senza sovranità e senza identità . Siamo rimasti le "dodici terre" , dodici campanili in ordine sparso e prigionieri di burocrazie non legittimate. Un pasticcio ineffabile, o, come dice Pietrangelo Buttafuoco: "Buttanissima Sicilia".

La seconda preoccupazione nasce dalla crisi economica che sta cancellando il "modello Ragusa" basato sullo sviluppo delle piccole e medie imprese e sull´industria agroalimentare di qualità. Da tempo assistiamo inerti alla penalizzazione della nostra agricoltura specializzata, dalla zootecnia dell´altopiano alle colture ortofrutticole della "fascia trasformata". Le nostre eccellenze produttive, le vocazioni naturali del territorio continuano ad essere sacrificate alle scelte nordiste dell´Unione Europea e alla concorrenza senza regole dei Paesi Terzi del Mediterraneo. Nessuno contrasta a Bruxelles e a Roma la politica agraria antimeridionale, nessuno difende le nostre risorse. Anche il sistema delle Pmi affonda nel fallimento più generale del governo Crocetta : i Distretti produttivi restano incagliati nelle reti dell´inefficiente burocrazia regionale, le Camere di Commercio dopo due secoli di dignitosa rappresentanza delle economie locali stanno per essere svuotate da un assurdo accorpamento territoriale, le Banche rischiano di strozzare la residua vitalità delle imprese. L´orgoglio ibleo, il Sud diverso decantato dalla stampa nazionale, si sta inesorabilmente sfaldando.

E intanto i Cinesi come le formiche conquistano spazi di mercato e aprono nelle città iblee negozi e grandi Magazzini sotto il segno del Dragone. Ragusa e Modica si stanno trasformando in Chinatown, chi l´avrebbe detto?

La terza emergenza attiene agli sbarchi clandestini di massa, che hanno trasformato Pozzallo e l´intera provincia iblea in un´area strategica di salvataggio in mare e di accoglienza nel Mediterraneo. Il 2014 ha segnato un picco assoluto nell´arrivo dei migranti, mettendo a dura prova il sistema della Protezione civile e delle associazioni di volontariato che si sono distinte per abnegazione ed efficienza dei servizi. Non possono tacersi, tuttavia, l´impatto traumatico nelle nostre città di questo esodo biblico, l´allarme sociale diffuso per i problemi della sanità e della criminalità, la cura dei minori, l´assistenza psicologica, il reinserimento di profughi ed esuli da guerre civili lontane. Cosa avviene?

Invece di rafforzare la presenza delle istituzioni come presidio di legalità e di sicurezza pubblica in uno scenario internazionale drammatico, lo Stato sta smontando pezzo per pezzo la sua presenza nel territorio, e la provincia di Ragusa subisce in silenzio una spoliazione sistematica : abolizione del Tribunale e del Carcere di Modica, chiusura della Banca d´Italia, concentrazione di fatto degli ospedali nel capoluogo, prossima scomparsa della Prefettura, della Camera di Commercio e forse della Questura. Proprio quando il Sud-Est ibleo acquista un ruolo di frontiera euromediterranea lo Stato ne cancella funzioni e servizi per improbabili esigenze di spending review. Restiamo così ancora più soli e desertificati nel mondo globalizzato.

La quarta criticità è legata al turismo e alle sue straordinarie opportunità, che non sono valorizzate per assenza di programmazione e di un piano di gestione per l´intero Val di Noto. La ricchezza unica dei nostri Beni culturali, degli ecosistemi ambientali e delle originali specialità enogastronomiche richiederebbe una convergenza di indirizzi e di obiettivi che l´attuale frantumazione organizzativa di Comuni, enti e associazioni non riesce a conseguire. Ogni Amministrazione Comunale sembra fare a gara a sovrapporre manifestazioni a danno delle altre città iblee, quando invece sarebbe necessario un raccordo operativo, un calendario condiviso dei grandi eventi, un piano unitario di comunicazione, un marchio comune di marketing territoriale.

L´aeroporto di Comiso è diventato ormai la nostra "porta aperta" ai viaggiatori di tutto il mondo, un´infrastruttura essenziale che finalmente riduce un´antica marginalità ,le nostre strutture ricettive si sono ampliate grazie ai nuovi alberghi , ma non facciamo ancora "sistema" per eccesso di localismo e di "campanile". Non possiamo però perdere questa sfida cruciale, da cui dipende la possibilità di innescare un percorso virtuoso di crescita. Ma vedo all´orizzonte tornare l´ombra delle trivelle e la nostalgia anni ´50 dell´ oro nero, che la stessa Soprintendenza sembra rinverdire per ossequio alla deriva renziana e crocettiana. Come suol dirsi, siamo bravi a gettarci la zappa sui piedi da soli .

Infine la politica, la grande assente. Sulle Amministrazioni Comunali sono ricadute maggiori responsabilità con minori trasferimenti da Stato e Regioni, con l´inesorabile aumento dei tributi locali. A Ragusa la Giunta Piccitto non ha ancora assunto una precisa identità e fa fatica a consolidare un consenso che nella cabina elettorale sembra essere arrivato più "contro" i vecchi partiti che "per" la novità della proposta politica del M5S. Anche a Vittoria la Giunta "democratica" di Nicosia ha perso smalto e lucidità, andando in frantumi su temi "sensibili" di incompatibilità. A Modica la nuova Giunta "civica" cerca di fare il suo meglio, anche se le difficoltà finanziarie non sono state ancora superate.

Le stesse che attanagliano città più piccole come Comiso, Acate, Giarratana e Monterosso, Ispica. E a Scicli il Sindaco Susino ha dovuto dimettersi per accuse di presunte infiltrazioni mafiose. Non stanno bene neppure i partiti: il Pd violentato dall´assalto alla diligenza dei "renziani" dell´ ultima ora e dalle scissure interne, Fi sempre più debole e in cerca di identità, il Ncd più ricco di dirigenti che di voti, l´Udc ridotto al lumicino dalle emorragie interne. Sui parlamentari nazionali e regionali in carica evitiamo giudizi sommari: l´ impegno personale non è mancato, i cittadini sapranno valutare i risultati conseguiti per le nostre comunità. A differenza di altre più fortunate stagioni, difetta però la progettualità politica, quella che prima "pensa" e poi "realizza" con scelte concrete lo sviluppo. Piuttosto si naviga a vista. Ma in questi tempi difficili non si intravedono terre all´orizzonte. Si spera comunque nel 2015.


aspetta e spera
31/12/2014 | 18.20.59
mambo

Ha da venì Salvini...