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RAGUSA - 12/12/2014
Attualità - Fanno discutere le ultime decisioni assunte e definite "inopportune"

Per Legambiente la soprintendente Panvini è da cacciare

Il Direttore di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna ha consegnato all’assessore ai Beni Culturali e al Direttore Generale ampia documentazione a sostegno della tesi Foto Corrierediragusa.it

I circoli di Legambiente Ragusa e la sovrintendente ai Beni culturali Rosalba Panvini (foto) sono ai ferri corti. Le ultime decisioni prese dalla Panvini in relazione all´assetto del territorio e alla sua tutela non sono piaciute ai circoli di Ragusa, Modica, Ispica e agli intercircoli della fascia costiera tanto da indurre i responsabili locali a chiedere la rimozione della sovrintendente all´assessore regionale. Il Direttore di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna ha consegnato all´assessore ai Beni Culturali e al Direttore Generale un dossier realizzato dal Gruppo di lavoro degli intercircoli iblei nel quale si analizzano i progetti a tutela della fascia costiera del ragusano approvati dalla Sovrintendenza che Legambiente, tuttavia, non ritiene compatibili gli indirizzi dettati dall’art. 13 del Piano Paesaggistico della Provincia di Ragusa. Si legge , tra l´altro: "La Soprintendenza di Ragusa, invece di far rispettare questo importantissimo strumento che consente la tutela e la conservazione del paesaggio, ha invece rilasciato pareri positivi, non perseguendo il rispetto di ciò di cui essa stessa dovrebbe essere il primo garante.

Ma questo è solo l’ultima delle evidenti violazioni che la Soprintendenza di Ragusa commette, ed è per questo che Legambiente ha ritenuto indispensabile richiedere con urgenza una ispezione mirata a esaminare gli illeciti e la immediata rimozione della Soprintendente Panvini, che risulta in capo a tutto ciò".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l´intervento previsto a tutela della spiaggia e della costa nei pressi della foce del fiume Irminio; precedentemente il parere positivo per le trivellazioni nei territori di Ragusa e Scicli. Legambiente in un secondo dossier inviato al Ministero dell´Ambiente fa emergere inoltre come i fondi contro il dissesto idrogeologico assegnati al territorio ibleo sono stati utilizzati per scopi diversi.