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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 999
RAGUSA - 12/12/2014
Attualità - Situazioni paradossali al "Maria Paternò Arezzo" e al "Maggiore"

"Follia" burocratica al "Maggiore" di Modica

La testimonianza di chi ha vissuto certe circostanze sulla propria pelle Foto Corrierediragusa.it

Ecco come complicare la vita delle persone che hanno già parecchi problemi e sprecare al contempo denaro pubblico negli ospedali iblei, per la precisione il "Maria Paternò Arezzo" di Ragusa e, soprattutto, il "Maggiore" di Modica (foto). E´ emblematica in questo senso la lettera firmata giunta in redazione e che vi proponiamo in versione integrale, come testimonianza scritta di un utente che ha vissuto le assurdità di una burocrazia "malata" direttamente sulle proprie spalle, riuscendo a non dare di matto. Perchè ci vuole fegato a sostenere situazioni del genere mantenendo la calma. Ecco di seguito la lettera, ribadiamo firmata, di cui omettiamo nome e cognome per la privacy del lettore.

"Mia mamma è malata terminale (tumore) per questi pazienti esiste una struttura chiamata Hospice che si occupa di lenire i loro dolori e di tutto il resto (alimentazione, pulizia). Tale struttura è ubicata a Ragusa all´interno del "Maria Paternò Arezzo" e al "Maggiore" di Modica nei locali ubicati due piani sotto il pronto soccorso.

Veniamo all´assurdità della situazione: per poter essere ospitati in tale struttura bisogna prima essere stati ricoverati in un qualsiasi altro reparto, anche ostetricia, per dire. Ebbene nel mio caso essendo Ragusa al completo, Modica idem, mia mamma è stata ricoverata a Scicli dopo essere rimasta per 9 ore, ribadisco 9 ore, al pronto soccorso in una stanzetta, giacente sulla barella tra indicibili dolori senza che nessuno facesse nulla. Ora dico: non sarebbe più logico ricoverare direttamente i pazienti all´Hospice?

Ma ecco la seconda assurdità: in caso di emergenza dall´hospice, che ripeto si trova 2 piani sotto il pronto soccorso del "Maggiore" di Modica, devono chiamare il 118, e far intervenire l´ambulanza, che, per la cronaca, potrebbe nel frattempo trovarsi a Pozzallo, o Scicli, prendere il malato con la barella, percorrere 500 metri all´interno dell´ospedale e portarlo al pronto soccorso, sempre in ambulanza, quando magari basterebbe scendere con l´´ascensore.

Ma dico io invece di risparmiare tagliando posti letto, non potrebbero semplificare e rendere più logiche procedure di ricovero come questa"?


Una domanda sacrosanta, quella del lettore, che, assieme al contenuto della sua missiva, non ha bisogno di ulteriori commenti. Auspichiamo risposte sensate da chi di dovere.