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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1148
RAGUSA - 12/12/2014
Attualità - Nella chiesa di San Giuseppe Artigiano presenti gli ex sportellisti Spartacus

Formazione: "Dal 9 gennaio al Ciapi"

L’incontro voluto dal senatore Gianni Battaglia. Presente anche il deputato Digiacomo: «Si trovino per la formazioni gli stessi rimedi per i Pip e i precari di Palermo. Se Crocetta non avesse mandato a casa Scilabra il governo sarebbe caduto» Foto Corrierediragusa.it

Quanto può durare un luminare del diritto del lavoro e giuslavorista di fama europea come Bruno Caruso, preso in prestito dal governo della Regione siciliana per gestire il lavoro nell’isola? Fino a quando riuscirà ad affermare le proprie idee in un mondo politico dove prevalgono populismo, demagogia e mistificazione. Le stesse storture che hanno portato la Sicilia alla bancarotta. Al termine dell’incontro fra l’assessore e i lavoratori degli ex sportelli multifunzionali della Formazione, le condizioni perché il professore Bruno Caruso mandasse a quel paese l’esecutivo guidato da Crocetta c’erano quasi tutte. Perché dalla sede dell’assessorato regionale al Lavoro di Catania la trattativa per mettere nero su bianco sull’accordo fra Caruso, organizzazioni sindacali e Ciapi si era improvvisamente arenata: nel senso che i vertici del Ciapi avevano chiesto delle clausole di garanzia al governo e posto dei limiti contrattuali (meno di 3 mesi?) che i sindacati non hanno accettato.

Informato dei nuovi elementi ostativi, l’assessore ha parlato al telefono con la dirigente regionale Corsello e con la dirigente del Ciapi Rallo dettando ordini perentori: «Domattina l’accordo tecnico deve essere firmato, mettete pure le clausole di garanzia richieste, ma voglio l’accordo». Quali sono le clausole richieste? «No comment»- ha tranciato secco l’assessore prima di rimettersi in macchina e lasciare Ragusa che erano ormai le 21,30.

L’accordo è stato firmato poco prima della mezzanotte, quando arriva la mail del segretario Cisl Giovanni Migliore. «Visto il bando di selezione espletato dal Ciapi di Priolo e la conseguente graduatoria provvisoria, il personale ritenuto idoneo sarà assunto dal Ciapi di Priolo a far data dal 09/01/2015; la dott. Rallo dichiara di avere assunto l’impegno con l’Assessore del lavoro per l’avvio delle attività per tutti quei lavoratori idonei in possesso dei requisiti entro il termine di cui sopra facendo rilevare che la durata contrattuale dei rapporti sarà commisurata al finanziamento ricevuto». Non 3 mesi prorogabile a 6, dunque, ma fino a finanziamento ricevuto.

Una notizia, questa, che ha acceso una stella natalizia nei numerosi lavoratori addetti alle politiche attive del lavoro, fiduciosi nella promessa d’esordio dell’assessore: «Una promessa che sembra l’impegno d’onore di un galantuomo, di tutt’altra pasta rispetto ai predecessori parolai che da due anni recitano il rosario agli operatori della formazione: state tranquilli, gli enti chiuderanno tutti, ma nessuno perderà il posto di lavoro. Frasi al vento di gente senza parola. Quasi tutti gli enti hanno ricevuto la revoca dei finanziamenti e i lavoratori sono stati licenziati per mancanza di lavoro. Senza lavoro, senza stipendi da 3 a 30 mesi, senza cassa integrazione, senza copertura delle leggi sulla mobilità. Parola di Crocetta, Scilabra, Bonafede e Bruno.

La presenza dell’assessore Caruso a Ragusa, negli ampi locali della chiesa di San Giuseppe Artigiano, accompagnato dal deputato regionale Pippo Digiacomo e dal senatore Gianni Battaglia, promotore della iniziativa dopo il Consiglio comunale aperto sulla Formazione voluto dal presidente Giovanni Iacono, ha riscosso molti consensi e apprezzamenti. «Per la prima volta- ha detto Peppino Alecci dell’Irpa- un assessore al Lavoro va dai lavoratori, di solito si fa al contrario! Dal 24 di aprile siamo disoccupati e senza ammortizzatori sociali, siamo i primi a volere la moralizzazione della formazione, ma siamo stati i primi ad essere penalizzati».

Un saluto veloce dei 3 confederali Cgil, Cisl e Uil, Giovanni Avola, Paolo Sanzaro e Giorgio Bandiera, e poi il dibattito a tratti anche commovente, quando Giorgio Ruta, lavoratore negli interventi formativi, non è riuscito a trattenere il singhiozzo appena ha affermato di essere sposato, con un figlio e monoreddito… Anche l’assessore è sembrato commuoversi. «Ma La Sicilia è strutturalmente e tecnicamente fallita- ha detto il prof. Caruso- con un tasso di povertà che non si riscontra in nessun’altra parte. Perché? Perché per anni la classe politica e i governi che si sono succeduti hanno rinviato il problema ai nostri figli, gli stessi figli che oggi emigrano e che lasciano la Sicilia per andare all’estero».

E allora, ci rassegnammo? «Tutt’altro- ha spiegato Caruso- ci rimbocchiamo le maniche per ripartire. Con «Garanzia giovani», intanto per 3 mesi, dal 9 gennaio, grazie ai fondi europei, ma nel rispetto delle regole e dell’efficienza, le condizioni che ci pone l’Europa prima di darci i soldi per la formazione e per qualunque altro settore. Perché la Sicilia s’è dimostrata incapace di spendere i soldi, finora ha fatto solo assistenzialismo. Ma senza illudersi che il futuro sarà il Ciapi a tempo indeterminato. Chi dice che la stabilizzazione è il Ciapi mente sapendo di mentire No, saranno le Agenzie del lavoro accreditate con criteri rigorosissimi questo settore della formazione. Daremo extra bonus a chi assumerà questi lavoratori. I migliori enti, quelli veri, sopravviveranno, i falsi saranno spazzati via.». Ma ci sarà il posto per tutti? grida una voce dalla sala. «Nel bando metteremo clausole di garanzia»- ha rassicurato Caruso.

L’onorevole Digiacomo nel suo intervento è stato durissimo, ma anche molto politico, quasi da deputato di minoranza che di maggioranza. «Se Crocetta non mandava a casa Nelli Scilabra questo governo sarebbe caduto sulla formazione. C’è in Sicilia bisogno di formazione? Se sì, allora si dia alla formazione la stessa attenzione che si dà ai Pip e ai precari di Palermo- ha tuonato Digiacomo- non faremo sconti a questo governo. Da questa sede parte la fase per la formazione. Politicamente non abbiamo più alibi, o si risolve il problema o ricomincia la guerra».

A tarda sera finalmente la notizia attesa da Catania, dopo un po´ di paura. Il Ciapi pone paletti, la trattativa si arena e i sindacati si irrigidiscono. Sono le 21,30 quando l’assessore Caruso perde il suo aplomb e alza il tono della voce al telefono con la Rallo e la Corsello. «Domattina voglio l’accordo firmato». E la firma arriva prima che scocchi la mezzanotte.