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RAGUSA - 06/12/2014
Attualità - La zona interessata va da Playa Grande a Donnalucata

Ecosistema fiume Irminio a rischio secondo Legambiente

Legambiente ha presentato una relazione al Ministero, alla Regione ed agli Enti che si erano espressi positivamente sull’intervento spiegandone l’inopportunità Foto Corrierediragusa.it

Un progetto che non convince e rischia di far saltare l´ecosistema presso la foce dell´Irminio. I gruppi intercircolo di Legambiente mettono le mani avanti e confutano punto per punto l´ipotesi progettuale e la filosofia che ha messo in moto quello che è definito "Intervento di tutela fascia costiera riserva naturale fiume Irminio, in territorio di Scicli". Un progetto nato all´inizio per proteggere una porzione marginale della strada provinciale che da Playa Grande porta a Donnalucata dal costo di un milione 200 mila euro ce che man mano è cresciuto fino a raggiungere la ragguardevole somma di cinque milioni. Il progetto è infatti cresciuto allo scopo di proteggere anche la spiaggia della riserva e le dune, si è ampliato interessando integralmente i fondali antistanti la riserva Macchia Foresta, che insiste in buona parte in territorio ragusano. Oltre a due scogliere radenti, ad est della spiaggia di Playa Grande, si prevede infatti la realizzazione di ben 23 scogliere debolmente sommerse, della lunghezza di 65 metri ciascuna, disposte su due file sui fondali antistanti la spiaggia di Plaja Grande e della riserva Macchia Foresta del Fiume Irminio, proprio all’interno del sito Sito di Interesse Comunitario Fondali Foce del Fiume Irminio. Tutti gli enti coinvolti, denuncia Legambiente, si sono detti favorevoli all´intervento.

Legambiente ha presentato una relazione al Ministero, alla Regione ed agli Enti che si erano espressi positivamente sull’intervento spiegandone l´inopportunità. Per Legambiente "Basterebbe poi l’eliminazione o una semplice rasatura sotto il livello marino della scogliera un tempo creata a Playa Grande e si rimetterebbero in circolo in modo naturale una buona quantità di sedimenti intrappolati. Queste operazioni - conclude Legambiente - favorirebbero anche un miglioramento delle condizioni igieniche della spiaggia".