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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 624
RAGUSA - 04/12/2014
Attualità - Perchè il rispetto delle regole non deve essere a senso unico

Caso Loris tra inquirenti e giornalisti

La richiesta di collaborazione avanzata dal Procuratore a tutti i giornalisti che si stanno occupando del ‘caso’ deve essere supportata anche da un atteggiamento omogeneo degli inquirenti nei confronti di tutti gli organi di informazione Foto Corrierediragusa.it

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato dell´Assostampa di Ragusa sul caso Andrea Loris

La segreteria provinciale di Ragusa dell’Associazione Siciliana della Stampa esprime preoccupazione per la gestione delle informazioni da parte degli organi inquirenti sul delitto del piccolo Loris con continue ‘fughe’ che, come lo stesso procuratore della Repubblica di Ragusa ha detto ieri in un’improvvisata conferenza stampa ‘rischiano di essere informazioni sbagliate e che danneggerebbero, forse in modo irreversibile le indagini’. La richiesta di collaborazione avanzata dal Procuratore a tutti i giornalisti che si stanno occupando del ‘caso’ deve essere supportata anche da un atteggiamento omogeneo degli inquirenti nei confronti di tutti gli organi di informazione. Di fronte ad un caso di portata nazionale e di questa gravità, che ha acceso i riflettori mediatici sulla nostra provincia, è auspicabile che tutti i protagonisti diano prova di rispetto delle regole. Se da un lato l’Ordine dei giornalisti ha chiesto a tutti gli iscritti un comportamento consono ai principi deontologici della professione e al rispetto dei codici di autoregolamentazione, auspichiamo da parte della Magistratura inquirente e degli organi di polizia una linearità di azione chiara e netta che privilegi le notizie certe e riscontrate per tutti gli organi di informazione, senza favorire la corsa allo scoop che non aiuta, di certo, la ricerca della verità.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato dell´ordine dei giornalisti di Sicilia sul caso Andrea Loris

L’Ordine dei giornalisti di Sicilia invita tutti i colleghi che stanno trattando la tragica vicenda che ha purtroppo visto come vittima, a Santa Croce Camerina, il piccolo Loris, a rispettare in maniera rigorosa le norme deontologiche, in particolare quelle poste a tutela dei minori indirettamente coinvolti in questa bruttissima storia.
Pur dando atto della notevole professionalità mostrata, in generale, dai tanti giornalisti chiamati a seguire questa delicatissima vicenda, l’Ordine rileva che su alcuni siti internet, agenzie di stampa, emittenti televisive e quotidiani nazionali è stato diffuso, in maniera semplicemente irresponsabile, il nome di battesimo del fratellino di Loris, un bimbo di appena 4 anni, tutelato dalla Carta di Treviso e da tutti i documenti deontologici posti a garanzia dei «soggetti deboli».
Nell’avvisare che gli articoli e i servizi in questione saranno trasmessi immediatamente ai Consigli di disciplina territorialmente competenti, l’Ordine di Sicilia ricorda che l’enorme interesse dell’opinione pubblica e l’indubbia rilevanza del caso non sono affatto giustificazioni della violazione di norme deontologiche fondamentali quanto elementari. Invita per questo i colleghi al massimo rispetto delle regole della professione, evitando anche «assedi» al paesino del Ragusano ed altri eccessi purtroppo già visti in casi simili, avvenuti in varie zone d’Italia.
Il Consiglio invita anche l’Ordine nazionale ad attivarsi nei confronti delle numerose trasmissioni televisive che si stanno occupando del caso su una serie di emittenti, per evitare che venga rimesso su il baraccone della tv del dolore, delle minuziose ricostruzioni in studio, dei particolari truci, dei tuttologi pronti a vivisezionare fatti di cui conoscono poco o nulla, di interviste e accesi dibattiti sul niente, che hanno il solo effetto di uccidere altre mille volte il piccolo Loris e, di conseguenza, di ferire a morte la nostra professione, già in crisi per mille altri motivi.


DEONTOLOGIA
05/12/2014 | 9.13.59
Giovanni Cappello

L’ideale sarebbe OBBLIGARE i giornalisti a seguire dei corsi di formazione professionale per indirizzarli verso una migliore utilizzazione e divulgazione delle notizie nel rispetto dei fatti e, in special modo, del diritto di riservatezza verso i minori.
Come dite: già da quest’anno sono OBBLIGATI a sottoporsi a dei corsi di aggiornamento professionale? E che nel triennio dovranno acquisire 60 crediti di cui almeno 15 il primo anno e di questi almeno 5 su temi di carattere deontologico?
Aspita! Non fai in tempo a lanciare un’idea, in Italia, che già qualcuno te l’ha bell’e copiata…