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RAGUSA - 02/12/2014
Attualità - Convocato dal presidente del Consiglio Iacono nella sede della zona artigianale

Consiglio sulla Formazione: attacco ai deputati assenti

Almeno cento i lavoratori della formazione ragusana che hanno partecipato ai lavori con interventi forti contro chi ha messo sul lastrico 8 mila famiglie. I 5 deputati ragusani definiti «privi di capacità d’intervento»
Foto CorrierediRagusa.it

I lavoratori della formazione di Ragusa sono stati i protagonisti dell’ultima seduta del Consiglio comunale aperto convocata appositamente dal presidente Giovanni Iacono con la condivisione del sindaco Federico Piccitto. Un centinaio i formatori provinciali che hanno partecipato ai lavori intervenendo in maniera precisa e puntuale sul ciclone provocato dal governo Crocetta. Quasi tutti presenti i consiglieri di maggioranza e opposizione. Tutti assenti, invece, i 5 deputati regionali, che del dramma della formazione evidentemente non si creano scrupoli. Nell’incontro di fine estate nella chiesa di San Giuseppe Artigiano risposero presente solo Orazio Ragusa e Giorgio Assenza, stavolta nessuno ha raccolto l’invito del presidente Iacono per partecipare a un incontro istituzionale. L’assenza dei 5 parlamentari regionali nell’aula consiliare allestita nella zona artigianale Pippo Tumino, di proprietà del Comune, brillava. «Un peccato non averli avuti in aula- ha detto Iacono- volevamo ascoltare la loro idea su un problema che sta scoppiando a livello sociale». «Stanno bene- hanno rintuzzato arrabbiati molti operatori e operatrici della formazione, piuttosto contrariati del loro forfait- hanno il loro lauto stipendio e privilegi puntuali ogni fine mese, hanno fatto appena 20 sedute in 3 mesi (sic!), non hanno mai aperto bocca sulla nostra situazione, accettano supini le volontà del governatore. Ci ricorderemo di loro alle prossime elezioni, quando verranno a cercare i voti anche a noi. Devono stare attenti, perché molti di loro potranno restare fuori anche per una manciata di voti».

«Mi sono pentita di avere votato questo governo»- ha detto Valentina Spata nel suo infuocato intervento, mentre incitava i formatori a denunciare gli scandali di cui sono a conoscenza negli enti. Finito l’excursus pacato di Nunzio Bruno, il dibattito s’è infiammato. In prima fila anche il direttore provinciale dell’Ufficio del lavoro Giovanni Vindigni, il quale ha fornito le ultime novità riguardanti i 1753 ex sportellisti, che non hanno soddisfatto però la platea. Il Ciapi di Priolo ne prenderebbe solo una parte e per 2 mesi. «Non ci stiamo- hanno risposto- o tutti o nessuno. Tendono a dividerci per indebolirci».

Accorato l’intervento del consigliere del Pd Giorgio Massari, «disoccupato» nel settore della formazione. «Siamo qui per difendere il lavoro e la dignità. In Sicilia 40 mila siciliani fruiscono della formazione, in Sicilia abbiamo il 25% della dispersione scolastica. Come regione siamo primi solo della Sardegna. Nel tempo tutti abbiamo contribuito a creare un sistema corrotto, ma la formazione si deve fare, è prevista dalla legge». Così come l’intervento di Gianni Iurato, formatore dell’ente dei Salesiani, da circa 2 anni senza stipendi. A favore della formazione anche l’intervento della consigliere Sonia Migliore. Assenza, invece, di Cgil e Uil.

E alle leggi violate si è appellato Giovanni La Rosa, lucidissimo e spietato nel fare la cronistoria del sistema ridotto ormai alle macerie: «La distruzione della formazione comincia con l’indagato Raffaele Lombardo- ha spiegato- citando tutte le leggi, a partire da quella originaria, la 24/76, che regolamentano il settore della formazione. Leggi e circolari disattese dal governo Crocetta che si definisce il governo della legalità: ma quale legalità garantisce?»

Interessanti gli interventi di due «pilastri» storici della formazione in provincia, Salvatore Mililli (ex Ial), che ha parlato per conto della Ugl, e di Raffaele Rizzone, storico direttore dell’Enaip negli anni ’80-’90. Mililli è andato pesante contro i 5 parlamentari ragusani. «La deputazione non ha voluto capire la gravità del problema. A Palermo non hanno capacità di intervento. La formazione viene garantita dai Fondi sociali europei. La si vuole distruggere per darla in mano agli industriali. Dobbiamo denunciare Crocetta per violazione delle leggi esistenti».

Rizzone ha ampliato con contenuti forti il suo intervento . «La politica e i burocrati si sono arricchiti con la formazione. Nessuno degli enti può rubare se non c’è l’avallo della politica e della burocrazia. Anche negli altri settori si ruba». E cita l’energia, i rifiuti e la sanità. Ma nessuno si sogna di fare la rivoluzione. «Crocetta- continua Rizzone- ha voluto per sé la formazione, c’è una massa di soldi che potrà essere gestita a piacimento. E nessuno di chi indaga alza un dito per fare qualcosa. Abbiamo 90 deputati e 6 partiti miserabili che non fanno cadere questo governo per non perdere soldi».

Del sindacato erano presenti i vertici della Cisl: Paolo Sanzaro e Giovanni Migliore. «I centri per l’impiego hanno bisogno degli sportellisti- ha detto Migliore- ma la politica sta distruggendo ciò che la politica ha creato».

Il presidente Giovanni Iacono ha ascoltato tutti gli interventi ed ha affermato che la formazione «ha avuto luci e ombre, ora è giusto che si metta ordine, ma senza creare ulteriore disoccupazione». Il Consiglio comunale da qui alla prossima seduta voterà una mozione a favore della formazione che sarà inviata a tutti i Consigli comunali, ai sindaci e all’Ance.