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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:09 - Lettori online 1648
RAGUSA - 29/11/2014
Attualità - In un’area complessiva di 145 km quadrati. Insorge Legambiente Sicilia

Ok del ministero alle perforazioni dopo Sì sovrintendenza

Il decreto è stato pubblicato e riguarda in particolare il mare antistante le province di Caltanissetta, Agrigento e Ragusa Foto Corrierediragusa.it

E´ ufficiale: il ministero allo sviluppo economico ha dato il via libera alle perforazioni in mare al largo della costa siciliana in un´area complessiva di 145 km quadrati. Le società hanno ottenuto l´autorizzazione per la "coltivazione di idrocarburi" per venti anni. Il decreto è stato pubblicato e riguarda in particolare il mare antistante le province di Caltanissetta, Agrigento e Ragusa. In particolare si tratta della concessione RG. C1-. AG, relativa al progetto "Offshore Ibleo" di Eni ed Edison, che prevede otto pozzi di cui due "esplorativi", una piattaforma e vari gasdotti, i cui lavori dovrebbero iniziare entro un anno. Al largo della costa iblea è interessato il tratto che va da Pozzallo a Marina di Ragusa.

Greenpeace insieme a cinque amministrazioni comunali, Anci Sicilia, associazioni ambientaliste, della pesca e del turismo aveva fatto ricorso al Tar del Lazio due mesi fa, e i suoi attivisti avevano protestato rimanendo più di trenta ora sulla piattaforma Prezioso, al largo di Licata. Dice Greenpeace in una nota: " Questa autorizzazione è un chiaro segnale che il ministero dello Sviluppo non intende prendere in alcuna considerazione la volontà del territorio, ma solo favorire gli interessi delle grandi compagnie petrolifere. Con il nostro ricorso al Tar abbiamo mostrato che la compatibilità ambientale a questo progetto è stata concessa con valutazioni carenti e inaccettabili. Proseguire nell´iter autorizzativo è da irresponsabili. Faremo ricorso anche contro questo nuovo provvedimento e invitiamo tutti coloro che sono interessati a fermare le trivellazioni a unirsi a noi. È necessario che il territorio si mobiliti".

IL NULLAOSTA DELLA SOVRINTENDENZA DI RAGUSA
Il parere della Sovrintendenza di Ragusa per le perforazioni di idrocarburi nella zona dell´Irminio è favorevole. Sull´atto firmato dalla sovrintendente ai beni culturali Rosalba Panvini si è scatenata già una bufera ed è presumibile che partiti e movimenti di opinione facciano sentire la propria voce. Ha intanto preso posizione il circolo Legambiente il Carrubo di Ragusa che lamenta, tra le altre cose, che "nel parere rilasciato viene citata la delibera della giunta regionale di apprezzamento dell’accordo tra Crocetta e l’Assomineraria, con la quale il presidente della regione ha di fatto svenduto la Sicilia alle compagnie petrolifere . Non si era mai visto all’interno di un provvedimento amministrativo citare una scelta politica". L´atto dà il via libera alle perforazioni alla società Irminio che opererà in una zona a cavallo tra il territorio di Ragusa e Scicli. Sono le motivazioni addotte che sottostanno al parere favorevole che non convincono visto che il sovrintendente cita innanzitutto la direttiva del dirigente generale con la quale si chiarisce che il piano paesaggistico non "è orientato a normare le attività quanto a tutelare i beni materiali paesaggistici in senso stretto" ed inoltre precisa che "il piano paesaggistico si limita a tutelare l’ambiente nel suo aspetto visivo".

Certamente una interpretazione molto parziale come se si potessero separare l´impatto visivo e quello dei valori di cui il territorio è portatore ed espressione. Come sostiene il Circolo il Carrubo "nell’esprimere il parere la Soprintendente lo avrebbe dovuto rendere limitatamente alla compatibilità paesaggistica del progettato intervento nel suo complesso ed alla conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel piano paesaggistico " . Ed il piano paesaggistico, attualmente in vigore, stabilisce che lungo il corso del fiume Irminio sono vietati gli impianti industriali, quali sono le ricerche di idrocarburi.

Il rilascio delparere, pur contutte le salvaguardie e le prescrizioni che l´Irminio dovrà rispettare, sancisce il via libera all´attività estrattiva anche se Legambiente ha già annunciato interventi in tutte le sedi amministrative, penali e civili per impedire che la corsa all’oro nero causi gravissimi danni, oltre che al paesaggio, al patrimonio idrico di cui è ricca la vallata dell’Irminio e che già si è dimostrato essere molto vulnerabile.

LEGAMBIENTE DIFFIDA LA SOVRINTENDENZA DI RAGUSA
Legambiente Sicilia ha inviato formale diffida alla Sovrintendenza di Ragusa perchè è stato concesso un nulla osta in cui si autorizzano indagini esplorative sul giacimento idrocarburi in contrada Buglia Sottana. La diffida è motivata dal fatto che l’area in questione è un luogo vincolato in cui non si possono avviare nuove attività industriali. Inibita quindi in quella zona anche la ricerca di idrocarburi. Il nulla osta concesso inoltre è in totale contraddizione con le norme di salvaguardia scattate con l’adozione del Piano Paesaggistico. E’ quindi una forzatura ed il sospetto di Legambiente Sicilia è che questo sia un primo tentativo che abbia lo scopo di modificare il vincolo. E dire che proprio venerdì l’assessore alla Formazione e vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello aveva assicurato nel suo intervento a Sala d’Ercole che «le aree protette in Sicilia sono molte e lì certamente non si può trivellare».

TRIVELLE, PER M5S "POSIZIONE REGIONE VERGOGNOSA E INDIFENDIBILE"
Una relazione inconcludente e profondamente offensiva quella sottopostaci dall’assessore Lo Bello, in Aula poco fa, sugli accordi firmati da questo governo con Eni e Assomineraria». E’ duro il commento dei deputati M5s all’Ars che denunciano l’assenza inammissibile dello stesso governatore Crocetta. «Il presidente ha già abbondantemente svilito due mozioni e due ordini del giorno approvati in aula due settimane fa, - afferma il capogruppo del Movimento Valentina Zafarana - passa sopra le teste dei deputati e di tutti i siciliani firmando accordi di questa portata e oggi non si presenta nemmeno in aula per riferire».

E sulla relazione della Lo Bello, i Cinquestelle incalzano: «Emerge un maldestro tentativo di colmare la frattura con il settore produttivo della pesca ma, soprattutto, una tenacia insolente nel prendere in giro i cittadini. E’ goffo e malfatto, infatti, anche il paragone con quanto succede in Norvegia mentre i pescatori siciliani, da sempre, difendono il loro mare e vanno contro le trivelle. E sbandierare il pagamento delle tasse nella nostra regione come fosse l’unica vittoria o, ancora peggio, l’unica strada percorribile, ha davvero dell’assurdo». «E’ sempre più chiaro – concludono – come questa maggioranza si dimostri ambientalista a convenienza e, una volta arrivati al voto, dentro le stanze dell’Ars, chi difende l’ambiente viene proprio da loro tacciato di «ideologismo»; peccato però che Ambiente è anche Salute, è anche Paesaggio, è anche Biodiversità.

E’ Vita. E noi continueremo a difenderlo nonostante l´atteggiamento ostile di questo governo regionale». In ultima battuta, i parlamentari intervengono sul rinvio della mozione Monterosso: «Non v’è dubbio che sia ammissibile. Se si parla di incarichi pubblici, è nostro dovere controllare la condotta della pubblica amministrazione, chi lo nega non fa altro che mantenere opacità su questa vicenda». I deputati M5s annunciano che replicheranno in Aula la prossima settimana "senza sconti e finti buonismi".