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RAGUSA - 10/11/2014
Attualità - I lati oscuri del piano d’ambito

Non convince la nuova gestione dei rifiuti

Per i grillini e gli ambientalisti c’è qualcosa che non va Foto Corrierediragusa.it

Un piano d´ambito che non convince ed induce RagusAttiva a sostenere che "la gara di appalto non è del tutto trasparente". Al centro dell´attenzione del secondo meetup del M5S è il piano d´ambito del Srr Ragusa che vede coinvolti i comuni iblei e che ha preso il posto dell´Ato Ambiente. Il Srr Ragusa dovrà gestire i rifiuti in tutto il territorio e ha pubblicato il bando di gara che non convince il meetup che scrive: "A partire dai tempi di gara, assolutamente ristretti: 25 giorni sono del tutto insufficienti per fare un lavoro serio come sarebbe necessario e come hanno diritto i cittadini. Cosa ancor più stupefacente è sempre il solito approccio emergenziale. A causa della solita ormai "emergenza", sempre quella, si aggiudica l´appalto, non attraverso l´offerta economicamente più vantaggiosa, come si è fatto al Comune di Ragusa e individuando la progettazione migliore, ma "al massimo ribasso".

Un sistema di aggiudicazione che ha sempre generato servizi pessimi. Non contenti, sempre a causa dell´urgenza, hanno previsto che non si verificheranno nemmeno le offerte anomale. Accadrà quindi che ci potranno essere ribassi elevatissimi che genereranno un pessimo servizio e, cosa ancor più grave, ad aggiudicazione avvenuta non si potrà più fare nulla per porvi rimedio".

C´è poi un aspetto poco convincente che il meetup evidenzia: "L´appalto è bandito dal Comune di Vittoria e non dall´ufficio tecnico della Srr. Forse non si voleva che a gestire l´appalto fosse l´ufficio tecnico della Srr, assolutamente in grado di farlo? E perché i livelli di accesso alla gara sono così bassi? Per la progettazione di un piano d´ambito di una Srr di 300 mila abitanti ci si saremmo aspettati un requisito di partecipazione all´altezza dell´ampiezza dell´ambito territoriale cioè appunto i 300 mila abitanti. Invece si è scelto come requisito quello di aver redatto piani per bacini di soli 100 mila abitanti. Addirittura riducibili a 33 mila se si è anche progettata una discarica per 33 mila i e progettato un servizio di gestione rifiuti per 33 mila". Insomma c´è qualcosa che non va.

L´INTERVENTO DI LEGAMBIENTE
Per Legambiente sulla vicenda "Non ci si può scherzare sopra". In una nota il movimento ambientalista specifica che "Affidare la redazione del piano con una gara al massimo ribasso e per giunta senza la verifica delle offerte anomale significa trattare la pianificazione della gestione dei rifiuti come una fornitura di mobili o di cancelleria. Il piano d’ambito è una cosa seria che influenzerà la gestione dei rifiuti in provincia per i prossimi dieci anni La scusa dell’emergenza , dietro la quale si sono consumati in Italia i peggiori disastri ambientali e in particolare nel settore dei rifiuti, non regge visto che l’obbligo per la Srr di redigere il piano d’ambito risale alla Direttiva in materia di Rifiuti n. 42575 del 28/10/2013 emanata dal Dirigente Generale dell’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità Marco Lupo. Cioè un anno fa. Come si fa oggi a dire che per l’emergenza bisogna fare la gara al massimo ribasso e non c’è tempo per ricorrere ad altri tipi di gara? Perché si è aspettato tanto?

Si sarebbe potuto seguire - dice Legambiente - la stessa strada adottata dal comune di Ragusa che ha voluto scegliere, per la progettazione del servizio gestione rifiuti, una gara con l’offerta economicamente più vantaggiosa con il vantaggio di scegliere il miglior progetto e non il meno costoso. D’altra parte l’autorità anticorruzione, per servizi del tipo del piano d’ambito, raccomanda l’uso dell’offerta economicamente più vantaggiosa, limitando l’uso del massimo ribasso solo a progetti ripetitivi e semplici , categoria nelle quali non può rientrare un piano d’ambito dei rifiuti solidi urbani. È noto, e lo ribadisce l’autorità anticorruzione, che un piccolo risparmio in fase di ribasso d’asta si può tradurre in un grande danno successivo. Questa provincia non merita progetti che poi vengono chiusi in un cassetto perché inutilizzabili , in quanto redatti in troppo poco tempo e da soggetti che non hanno la sufficienza esperienza.

Invitiamo caldamente la Srr - conclude Legambiente - a sospendere l’attuale gara e bandirne un’altra seguendo l’esperienza del comune di Ragusa. Meglio un piano ben fatto anche se consegnato in ritardo, che un piano che rispetta i termini ma del quale non sapremmo che farcene, visto che la Sicilia è sull’orlo di una crisi dei rifiuti forse peggiore di quella Campana".