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RAGUSA - 28/10/2014
Attualità - Cinque itinerari siciliani al salone del Gusto di Torino

Slow food: trionfano le fave tipiche di Modica e Leonforte

Occhio anche al sostegno della biodiversità Foto Corrierediragusa.it

Cinque itinerari siciliani al salone del Gusto di Torino che si tiene nella esclusiva cornice del Lingotto. Il primo itinerario ""Dagli Iblei all´Etna ai Peloritani" ha toccato la Sicilia orientale , poi "Le Madonie e la provincia di Trapani, seguito da "Il centro della Sicilia da Caltanissetta, a Enna, ad Agrigento" per concludersi con "I Monti Nebrodi e le Isole siciliane"; Slow Food Sicilia chiuderà gli incontri dedicati ai "Grani antichi siciliani". Altro tema portante della più importante manifestazione promossa da Slow Food Italia è il sostegno della biodiversità, il rispetto dei territori, la difesa del benessere animale e della riscoperta e della salvaguardia di prodotti artigianali, razze autoctone, varietà vegetali e tecniche a rischio di estinzione preservate attraverso il sistema dei presìdi, progetto della Fondazione Slow Food per la Biodiversità che salvano. Tra questi anche i cinque nuovi presìdi siciliani che vedono in primo piano due qualità di fave: la cottoia di Modica e la larga di Leonforte. La prima è una fava che, come sottintende il suo nome, cuoce in tempi brevi.

Ingrediente popolare nella cucina modicana, tradizionalmente utilizzata per l´alimentazione del bestiame e nella rotazione delle colture dei cereali, viene prodotta nell´agro modicano. La seconda, invece, viene ancora coltivata manualmente e ogni anno vede diminuire il numero di campi a disposizione a casa della laboriosità della sua produzione. Essiccata, è perfetta per la pasta "ccu´ i favi a du´ munni" e per la "frascatula" (polenta con finocchietti selvatici e farina di fave abbrustolite e di ceci).

Gli altri tre presìdi sono il cavolo vecchio di Rosolini coltivato da poche famiglie che conservano e riproducono i semi di quest´antica varietà a foglia coltivata ai bordi delle saline e degli orti; la pesca nel sacchetto che, in alcune aree dell´Ennese con Leonforte in prima fila, viene insacchettata ancora verde sull´albero per essere protetta da vento, grandine e parassiti ed essere raccolta tra settembre, ottobre e novembre. Infine c´è l´albicocca di Scillato, prodotta ai piedi del Parco delle Madonie; coltivazione tradizionale e raccolta rigorosamente a mano che, un anno fa, cinque ragazzi hanno deciso di valorizzare recuperando vecchi impianti di albicocco abbandonati.