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RAGUSA - 26/10/2014
Attualità - Si fa sempre più drammatica la vicenda dei formatori siciliani

Nuovi licenziamenti nella Formazione a Ragusa

Alecci, Bruno e Stracquadaini ricevuti dal prefetto: «Chiediamo ammortizzatori sociali e certezze sul nostro futuro». Il prefetto: farò partire un altro intervento» Foto Corrierediragusa.it

Il fascicolo sulla formazione professionale che il prefetto Annunziato Vardè legge mentre ascolta un gruppo di formatori disoccupati dal 22 aprile e licenziati in tronco dal 15 ottobre, è abbastanza corposo. Peppino Alecci e Claudio Stracquadaini (Iripa) e Nunzio Bruno (Enaip) raccontano mestamente la loro odissea e il prefetto cerca di capire il pasticcio della formazione contenuto il quel fascicolo, perché tra Interventi formativi, sportellisti ex Spartacus, progetto Prometeo, Piano Giovani, Garanzia giovani, Ciapi, Oif, Agenzia unica e chi ne ha più ne metta, il filo del ragionamento si perde facilmente. L’unica cosa chiara è che questi ultimi licenziati non possono fruire neanche della mobilità ordinaria oppure orizzontale, che aprirebbe loro le porte a una possibile ricollocazione fra gli stessi enti o altre strutture della regione.

Il tema è scottante e delicato, ma i disoccupati della Formazione ragusana non si arrendono. Il prefetto Vardè li ha ricevuti, ha ascoltato ed ha promesso di intervenire presso la Regione siciliana e al Ministero del Lavoro. Per rappresentare che le vittime della «rivoluzione» di Crocetta (molte e senza colpe), tesa ad abbattere un sistema che politici e burocrati (pochi e con immense responsabilità) hanno reso marcio da quando è entrata in vigore la legge sulla formazione professionale, privi della tutela degli ammortizzatori sociali, sono all’imbocco di una strada senza ritorno: o ricevono gli arretrati e il lavoro che avevano oppure vanno incontro alla depressione o al suicidio.

«Il prefetto- scrivono i soggetti che sono stati ricevuti- ha ribadito la massima attenzione verso le questioni relative al disagio lavorativo accentuato dalla mancanza di qualsiasi forma di Ammortizzatori Sociali e per il mancato finanziamento del previsto fondo di garanzia che consentirebbe agli operatori rimasti senza incarico di attingere alla mobilità ordinaria indennizzata ed accompagnamento dei più anziani alla pensione».

Il rappresentante del Governo a Ragusa ha preso in carico un documento con le rivendicazioni dei lavoratori. E’ stato evidenziato che la sospensione degli operatori dei servizi formativi ha causato l´interruzione del servizio di erogazione delle politiche attive del lavoro, previsto da precise normative comunitarie e nazionali e considerato indispensabile a livello nazionale ed europeo, tanto è vero che l´Unione Europea ne finanzia i relativi progetti di attuazione. Come dire la Comunità europea mette a disposizione i soldi per l’attività formativa, soldi che se non vengono ritornano indietro a beneficio di altri.

«L´interruzione di detto servizio-afferma Giuseppe Alecci- crea un danno agli operatori ma soprattutto alla società tutta ed in particolare ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro o che tentano di farlo. Inoltre per gli operatori dei corsi dell´obbligo formativo, è stato denunciato che pur lavorando, non percepiscono la retribuzione da più di 24 mesi, e non viene garantito la prosecuzione dei percorsi formativi rilevando il grave disagio dei ragazzi che frequentano i corsi e delle loro famiglie che si trovano nella impossibilità di assolvere all´obbligo formativo, col rischio di essere denunziati o, nella migliore delle ipotesi, di non acquisire né una qualifica né un diploma ed essere esclusi dalla gran parte delle opportunità lavorative o formative future».

L’ultima novità di questi giorni è il licenziamento di tutti quei lavoratori che prima erano sospesi. La revoca degli accreditamenti regionali agli enti storici della formazione, ha di fatto aperto la via del licenziamento per tutti i componenti della filiera. «Con la conseguenza gravissima –continua Nunzio Bruno- della impossibilità dei cittadini di accedere a qualsiasi forma di qualificazione, riqualificazione, o specializzazione, così come succede in tutte le altre regioni d’Italia, e della ulteriore distruzione dei posti di lavoro di tutti coloro che nel settore operavano».

Il prefetto, raccogliendo le richieste dei lavoratori ha rassicurato la delegazione che farà gli interventi opportuni nei confronti del Ministero Lavoro e Politiche Sociali e Presidenza della Regione Siciliana per la soluzione della vertenza della formazione professionale e delle politiche per il lavoro in Sicilia, sollecitando, altresì, la immediata attivazione delle procedure relative alla Cigd (Cassa integrazione guadagni in deroga) per tutti i lavoratori del comparto, l´attivazione dei processi di accompagnamento alla fuoriuscita del personale della formazione professionale con l´ausilio degli strumenti comunemente applicati alle imprese tipo la mobilità ordinaria, l’immediata contrattualizzazione di tutti i lavoratori in posizione utile nei bandi «Prometeo» e «Garanzia giovani», l’individuazione di risorse aggiuntive, anche attraverso la rimodulazione del Por 2007-2013, per mantenere in servizio tutti gli operatori della filiera dei servizi almeno fino al 31/12/2015; e l’´apertura delle trattative per la riforma della formazione professionale e dei servizi per il lavoro allo scopo di mantenere i livelli occupazionali con contratto a tempo indeterminato di tutti gli operatori della settore e garantire i servizi formativi e del lavoro in Sicilia.