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RAGUSA - 17/10/2014
Attualità - Da consumo zero a consumo controllato del territorio

Meno cemento nelle campagne ragusane "immacolate"

L’atto di indirizzo dell’amministrazione Piccitto che limita gli insediamenti rurali solo a chi ha un’attività strettamente connessa alla campagna è salutato con favore da Legambiente Foto Corrierediragusa.it

Da consumo zero a consumo controllato del territorio. L´atto di indirizzo dell´amministrazione Piccitto che limita gli insediamenti rurali solo a chi ha un´attività strettamente connessa alla campagna è salutato con favore da Legambiente. L´associazione ambientalista, tuttavia, chiede al sindaco ulteriori garanzie. Dice Legambiente in un documento: "l´atto d´indirizzo nelle sue intenzioni è convincente quando afferma che nelle aree ricadenti nelle zone sottoposte alla tutela del piano paesaggistico bisogna dimostrare il rapporto tra costruzione e uso agricolo del fondo, principio sancito, tra l´altro, da tante sentenze di cassazione penale. E l´uso agricolo del fondo o di un terreno non è altro che la pratica dell´agricoltura. Per il codice civile si intendono connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall´allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l´utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell´azienda normalmente impiegate nell´attività agricola esercitata, comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge".

Quindi le attività connesse all´attività agricola le può esercitare solo l´agricoltore.v"La conseguenza di ciò - spiega Legambiente - è che solo l´imprenditore agricolo può costruire la residenza al servizio del fondo se questa è attività connessa. Quindi siamo sulla buona strada, ma c´è ancora molto da migliorare". Ma chi dovrà accertare che il titolare di una concessione edilizia è veramente un imprenditore agricolo? L´esempio dell´Umbria e delle Marche potrebbe in questo caso venire in soccorso anche del paesaggio ibleo perchè basterebbe richiedere l´iscrizione presso la Camera di Commercio come impresa agricola, il numero del libretto Uma (ufficio motori agricoli) che dimostra l´uso di gasolio o benzina agricola, il fascicolo aziendale".

Legambiente auspica quindi che si vada in questa direzione e "non si torni indietro sui passi compiuti, a difesa del paesaggio agrario, un bene ambientale, paesaggistico ed economico pari al tanto decantato, ma nel passato vituperato, barocco".