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RAGUSA - 14/10/2014
Attualità - Gli effetti devastanti dei cantieri per la costruzione dei lotti 6, 7 e 8 dell’autostrada

Autostrada Sr-Gela annienta 2 aziende: 107 licenziati

Per le aziende Natura Iblea e La Moresca il disastro si è già materializzato nel momento in cui martedì mattina le ruspe sono arrivate nei campi di coltivazione biologica Foto Corrierediragusa.it

I cantieri per la costruzione dei lotti 6, 7 e 8 dell´autostrada Siracusa-Gela sono stati aperti nel territorio ibleo e sono già operativi. Una data attesa da decenni, quasi storica, ma che ha portato già i primi sconvolgimenti. Lo sanno bene i titolari di due aziende agricole che operano in territorio di Ispica, poco a monte dell´attuale tracciato della provinciale Ispica-Pozzallo, dove il progetto prevede, tra l´altro, un viadotto ed una galleria. Per le aziende Natura Iblea e La Moresca il disastro si è già materializzato nel momento in cui martedì mattina le ruspe sono arrivate nei campi di coltivazione biologica ed hanno cominciato a distruggere serre e tunnel già piene di piantine di pomodoro e zucchine all´interno. Un impatto devastante non solo dal punto di vista materiale ma anche economico sia per le due aziende sia per i 107 lavoratori che sono impegnati nel lavoro dei campi. Interessata inoltre una villa storica con annessa struttura ricettiva con tanto di torre databile al 1400 che in questi ultimi anni è stata restaurata. Il Consorzio Autostrade Siciliane, Cas, è andato avanti per la sua (auto)strada e i risultati sono ben visibili. Il contenzioso tra le due aziende in questione ed il Cas è di vecchia data.

Per evitare il danno oggi causato dal cantiere autostradale era stata presentato un ricorso al Tar di Catania che con una prima sentenza riconobbe le buone ragioni delle aziende ed annullò l´esproprio. Il Cas non si è fermato e a nulla sono valse le richieste di modifica del percorso autostradale perchè è stata avviata una nuova procedura di esproprio, determinata un´indennità di esproprio che i titolari delle aziende definiscono "irrisoria" ed emanato un decreto di urgenza di immissione in possesso. E´ stato in forza di questo atto che le ruspe hanno cominciato il loro lavoro mandando già in crisi il lavoro di anni. Con le ruspe sotto casa e nei campi ai titolari di Natura Iblea e La Moresca non resta che lanciare un appello alle forze politiche e sociali perchè la distruzione si fermi e siano salvaguardati occupazione e investimenti.


15/10/2014 | 14.00.48
Giuseppe

Lo scempio di tutto questo è dovuto alle associazioni ambientaliste, coloro che si sono opposti al vecchio tracciato al nord di ispica, solo perché si doveva costruire un viadotto su cava Ispica che a suo dire impattava sotto l´aspetto paesaggistico distruggendo terreni con roccia affiorante dichiarati pascoli incolti. Hanno preferito far deviare il percorso a valle di Ispica dove vi si pratica l´agricoltura dei primaticci con incalcolabili danni economici.