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RAGUSA - 11/10/2014
Attualità - Chiesta una ferma e chiara presa di posizione da parte della Regione Siciliana

Tutelare il Val di Noto dalle trivellazioni

Nella relazione della parlamentare pentastellata si ribadiscono in maniera dettagliata tutti i motivi di dissenso rispetto al via libera al piano di ricerca ed estrazione di idrocarburi nell’ampia zona interessata Foto Corrierediragusa.it

Maria Marzana (foto) ha presentato un documento al Ministero dell´Ambiente per manifestare l´assoluta contrarietà in merito alla richiesta di trivellazione, avanzata dalla società petrolifera Schulmberger, a poche miglia dalle coste dei Comuni di Vittoria, Portopalo di Capo Passero, Pachino, Noto, Siracusa, Acate, Ispica, Pozzallo, Avola, Modica, Santa Croce Camerina, Ragusa e Scicli. La parlamentare 5 Stelle ha chiesto una ferma e chiara presa di posizione anche da parte della Regione Siciliana, dove alla guida dell´Assessorato Ambiente e Territorio ora compare l´ex Consigliere di Rosolini Piergiorgio Gerratana, che ha già dichiarato di agire in piena libertà rispetto alle linee guida da seguire e di volersi occupare della tutela delle coste e dell´ambiente. Dice la Marzana: "Attendiamo urgentemente che alle sue parole seguano atti concreti: le bellezze e la vocazione del territorio del Val di Noto va preservata dagli appetiti dei petrolieri e da una classe dirigente miope".

Nella relazione della parlamentare pentastellata si ribadiscono in maniera dettagliata tutti i motivi di dissenso rispetto al via libera al piano di ricerca ed estrazione di idrocarburi nell´ampia zona interessata: disastrosi danni dalla tecnica «airgun» che utilizza bombe d’aria compressa in grado di produrre onde sismiche dagli effetti disastrosi per la flora e la fauna marina, superati in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani; pesanti ripercussioni anche sulla terraferma in quanto l’area di ricerca risulta essere in «Zona sismica di grado 2»; danneggiamento del litorale in questione, già interessato da forti problemi di erosione; gravi motivi di pregiudizio sulle risorse ambientali, archeologiche e naturalistiche; elevati fattori di rischio e di forte impatto per l’economia turistica e artigianale.