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RAGUSA - 30/09/2014
Attualità - Diniego al permesso di ricerca di idrocarburi

C´è chi dice no... alle perforazioni

L’ultima parola spetta però al Ministero per l’Ambiente Foto Corrierediragusa.it

No al permesso di ricerca di idrocarburi presentato dalla Schlumberger Italia. L´amministrazione dice no ma l´ultima parola spetta al Ministero per l´Ambiente. Bene ha fatto, comunque il sindaco a mettere le mani avanti e far conoscere per tempo la contrarietà della comunità. La delibera approvata dalla giunta Piccitto parla chiaro e motiva il parere negativo per i possibili danni alla fauna marina, e di conseguenza all´economia della pesca e del turismo nel tratto di mare prospiciente le coste del territorio ibleo, con analoghi possibili rischi per l´ecosistema marino. Nella relazione tecnica comunale, inviata ai Ministeri competenti, ed in particolare a quello dell´Ambiente, in quanto deputato al rilascio dell´apposita Valutazione d´Impatto Ambientale, si ribadiscono in maniera dettagliata tutti i motivi di perplessità rispetto al possibile via libera da parte del Ministero all´istanza della società Schlumberger Italiana, che riguarderebbe l’ ipotesi di indagine geofisica 3D mediante l’emissione di una serie di impulsi, o onde elastiche, che si propagano anche nell’acqua, per comprendere l’estensione e la natura delle strutture geologiche presenti nella zona del Canale di Sicilia e individuare l´eventuale idoneità della zona a perforazioni petrolifere.

Il sistema utilizzato, denominato "Air-Gun" (che prevede il rilascio di un volume predeterminato di aria compressa in una camera sommersa nel più breve tempo possibile) si estenderebbe, secondo quanto si evince dagli elaborati allegati all´istanza, su oltre 5900 km di tracciato complessivo per un periodo operativo di 9 settimane, con una cadenza di uno ogni 5-15 secondi ed un intensità sonora variabile fra 237 e 262 db. Un´intensità, si legge nella relazione, superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini. Un metodo considerato per questi motivi, quindi, fortemente impattante per l’ambiente, per le risorse naturali e, più in generale, per l´intero ecosistema marino prospiciente la costa di competenza comunale. «Abbiamo ribadito più volte - spiegano il sindaco Federico Piccitto e l´assessore all´Ambiente Antonio Zanotto - la nostra assoluta contrarietà ad attività esplorative ed estrattive nel mare ibleo. Nessuna giustificazione tecnica, economica o di altra natura può compensare i rischi derivanti dal perseguimento di una strada che non consideriamo affatto prioritaria per lo sviluppo del nostro territorio.

Ben altre, infatti, sono le fonti di ricchezza per la nostra economia, e tra queste spicca sicuramente la tutela delle risorse naturali ed ambientali, le quali rischierebbero, in caso contrario, di essere irrimediabilmente compromesse. Per questo abbiamo fatto nostre le osservazioni inviate al Ministero competente. Attendiamo, quindi, da parte di quest´ultimo, un riscontro positivo ed immediato ad una precisa istanza peraltro fortemente condivisa dall´intero territorio ibleo, come hanno dimostrato analoghi provvedimenti presi nei mesi scorsi. La legittima autonomia locale non può essere mortificata da decisioni che, calate dall´alto, ricadono direttamente, insieme con i possibili rischi, sul nostro territorio".