Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1001
RAGUSA - 20/09/2014
Attualità - Le compagnie petrolifere sono pronte ad investire, ma si teme per l’ambiente

Legambiente contro "trivelle assassine"

Tra tutti i comuni interessati hanno aderito solo Licata, Ragusa, Scicli, Palma di Montechiaro e Santa Croce Camerina. Nessuna notizia invece da Pozzallo, Modica e Vittoria Foto Corrierediragusa.it

Legambiente si muove in difesa delle coste siciliane per fermare quelle che definisce "le trivelle assassine". Sono quelle che potrebbero sorgere lungo il Canale di Sicilia grazie ai cinque permessi di ricerca già rilasciati e altre 15 richieste presentate. L´associazione ambientalista ha presentato un ricorso al Tar del Lazio insieme a GreenPeace, Wwf, Lipu Birdlife Italia, Italia Nostra, Touring Club Italia, Legacoop Pesca Sicilia, Anci Sicilia. Tra tutti i comuni interessati hanno aderito solo Licata, Ragusa, Scicli, Palma di Montechiaro e Santa Croce Camerina. Nessuna notizia invece da Pozzallo, Modica e Vittoria che, pure, sarebbero interessati al progetto voluto dalle maggiori compagnie petrolifere che vedono nel Canale di Sicilia un ulteriore forma di sfruttamento. Nel dettaglio del ricorso si parte dalla opposizione al decreto 149/14, emanato dal ministro dell´Ambiente, che sancisce la compatibilità ambientale del progetto "Off-shore Ibleo" di Eni.
«È la prima volta che un fronte così ampio si schiera compatto contro le trivellazioni off-shore, confermando che la tutela del mare - affermano in una nota i presentatori del ricorso - e la volontà di seguire una strada ben diversa da quella fossile intrapresa dal governo e confermata con le forzature normative contenute nel cosiddetto decreto legge Sblocca Italia che, anche contro il dettato costituzionale, emargina gli enti locali e inibisce la partecipazione dei cittadini».

Assomineraria, EniMed, Edison e Irminio Srl sono pronte ad un investimento complessivo di circa 2,4 miliardi di euro per portare avanti le attività di ricerca e poi di estrazione nel tratto di mare antistante la costa ragusana e nell´entroterra sciclitano. Transunion Petroleum progetta di intervenire proprio di fronte al territorio ragusano non molto distante dalla costa; c´è poi il progetto di ampliamento dell´attività estrattiva accanto alla piattaforma Vega A di Edison, al largo di Pozzallo, con un secondo impianto denominato Vega B.

«Dopo il vergognoso voltafaccia della Regione Siciliana e le manovre del governo per estromettere i territori da queste decisioni, è fondamentale - dicono i promotori della protesta - che si crei un movimento sempre più ampio che blocchi il folle piano di Renzi di trivellare i nostri mari, per estrarre gas e petrolio che basterebbero all´Italia solo per pochi mesi".