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RAGUSA - 18/09/2014
Attualità - Segnalata la presenza di uno stabilimento balneare forse non in regola

Legambiente contro lo stabilimento "Petrulli"

L’associazione ambientalista chiede all’amministrazione comunale il ripristino della legalità rimuovendo lo stabilimento balneare della «Petrulli srl» come ha fatto con quello di Randello Foto Corrierediragusa.it

Il caso Randello non è isolato. Legambiente Ragusa riporta l´attenzione sulla tutela della costa e delle spiagge iblee ed in particolare nella fascia che tocca Randello, Passo Marinaro, Branco Grande e Branco Piccolo. Mentre tutta l´attenzione si è concentrata negli ultimi mesi sullo stabilimento di Randello con dossier, interventi della magistratura e ricorsi al Tar, Legambiente Ragusa segnala quella che ritiene un´altra illegalità rappresentata dallo stabilimento balneare Petrulli. Dice Legambiente : "Come quello di Randello ricade all’interno della zona di tutela 3 del piano paesaggistico nella quale sono vietate le nuove costruzioni. Inoltre ricade anche all’interno dell’ area Sic cordoni dunali della sicilia sud orientale il cui piano di gestione, non prevede la costruzione di stabilimenti balneari, visto che essi sono assimilabili a nuove costruzioni.

Questo stabilimento balneare, di proprietà della Petrulli srl, ha avuto il via libera nell’agosto 2011 senza autorizzazione del Suap ma con una semplice concessione edilizia rilasciata in appena 15 giorni in un periodo in cui gli uffici comunali sono notoriamente deserti. In questo caso ad essere coinvolti sono la solita Soprintendenza di Ragusa, che continua a non capire il Piano Paesaggistico si deve rispettare perché è norma della Regione Siciliana e l’amministrazione comunale dell’epoca.

Forse non ci si è accorti di nulla perché quell’area risulta degradata per la presenza di decine e decine di case abusive non sanabili, mai abbattute nonostante sentenze della magistratura, villaggi turistici abbandonati in avanzato stato di degrado e impianti serricoli". L´associazione ambientalista chiede pertanto all´amministrazione comunale il ripristino della legalità rimuovendo lo stabilimento balneare della «Petrulli srl» come ha fatto con quello di Randello.