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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1306
RAGUSA - 15/09/2014
Attualità - La legge ad hoc sta per scadere e ancora nulla di fatto, o quasi

Ultima chiamata per i liberi consorzi. Cosa si fa?

Neppure l’asse Modica -Noto ha tenuto di fronte alle contraddizioni ed ai tempi stretti di un provvedimento-farsa fatto apposta per impedire qualsiasi mutamento all’ attuale ordinamento amministrativo degli enti locali Foto Corrierediragusa.it

La legge n. 8/2014 sui Liberi Consorzi sta per scadere e non ha prodotto praticamente nulla. Se si fa eccezione di Acireale e di Termini Imerese, che hanno deliberato di non voler far parte rispettivamente delle città metropolitane di Catania e di Palermo, tutti gli altri progetti sono andati in fumo. Anche il referendum con cui Gela aveva deciso di uscire dall´ex Provincia di Caltanissetta per andare con Catania non ha raggiunto il quorum previsto (ma ce n´era uno)? ed e´ stato considerato non valido dalla Regione. Neppure l´asse Modica -Noto ha tenuto di fronte alle contraddizioni ed ai tempi stretti di un provvedimento-farsa fatto apposta per impedire qualsiasi mutamento all´ attuale ordinamento amministrativo degli enti locali. La cosiddetta "rivoluzione" di Crocetta si e´ rivelata alla fine il classico imbroglio gattopardesco : ha promesso di cambiare tutto per non cambiare niente.

Martedì 9 settembre a Palazzolo Acreide numerosi sindaci e amministratori delle ex Province di Siracusa e Ragusa si sono riuniti per rilanciare la proposta di non demordere dal tentativo di dar vita a un nuovo modello associativo ed organizzativo delle città del Sud-Est e si sono dati appuntamento a Pozzallo per sabato 27 settembre. Si tratta di una data fortemente simbolica, poiché coincide con la scadenza dei termini per formare nuovi Consorzi. Il convegno mira a raggiungere un triplice obiettivo: 1) ridiscutere i profili amministrativi della "governance" territoriale ; 2) spingere l´Assemblea Regionale Siciliana a votare una nuova legge che fissi con chiarezza attribuzioni e funzioni dei Liberi Consorzi riaprendo termini e procedure serie di adesione ; 3) costruire le basi di un Libero Consorzio oppure di un´ Unione dei comuni del Val di Noto in grado di riunificare il territorio siracusano e ragusano diviso a forza dal Regime fascista nel 1927. Quel territorio presenta una straordinaria storia di una comune civiltà artistica ed antropologica. Paradossalmente si tratta di ritornare indietro per andare avanti.

Nella scorsa primavera il dibattito politico nell´area iblea si era concentrato sull´iniziativa di Modica e Noto di istituire un nuovo Consorzio che abbracciasse una realtà economica e sociale da tempo convergente, rompendo i confini territoriali delle due ex Province. A differenza del comprensorio netino, quello modicano ha registrato però non pochi contrasti sull´ ipotesi di staccarsi da Ragusa. Alcuni hanno interpretato quel progetto come una rivincita campanilistica di Modica , altri lo hanno osteggiato solo per conservare posizioni di rendita e privilegi nel vecchio capoluogo. Il limite di quella iniziativa, tuttavia, era dato proprio dal dettato legislativo che ha imposto la fuoriuscita dalle ex Province come unica soluzione possibile per sperimentare un diverso ordinamento, poiché proprio la famigerata legge 8/2014 garantisce comunque la sopravvivenza delle vecchie istituzioni ribattezzate per l´occasione Liberi Consorzi. L´ assurdità della norma sta in questo incredibile assunto : coloro che vogliono cambiare e diversamente aggregare dovrebbero necessariamente "dividere", separandosi dai rispettivi capoluoghi. E´ stata la Regione ad esasperare il municipalismo con una cattiva legge. Ora però bisogna andare avanti, riaprire le antiche ferite tra Modica e Ragusa non serve a nessuno. Meno che mai ai nostri giovani in cerca di futuro.

Negli ultimi tre mesi il contesto politico si e´ modificato. A Pozzallo può cominciare un´altra stagione, più inclusiva e ( si spera ) senza polemiche : avviare un percorso condiviso e unitario per rilanciare l´ identità culturale del Val Di Noto come laboratorio progettuale di area vasta per lo sviluppo economico ed ambientale del Sud-Est. Nell´attuale e confuso quadro politico nazionale non sappiamo ancora se ci sarà posto per i Liberi Consorzi o se la riforma costituzionale del governo Renzi cancellerà del tutto in Italia il livello intermedio degli enti locali. Sarebbe una iattura, poiché l´esperienza politica dell´ ultimo trentennio dimostra piuttosto che il vero disastro finanziario e morale e´ stato prodotto dalle Regioni. D´altra parte l´erogazione di servizi comuni, la realizzazione di infrastrutture e una vera offerta turistica integrata richiedono in livello multifunzionale e sovralocale. In ogni caso non le vecchie Province, impalcature burocratiche e di potere dei partiti, stipendifici senza risultati, almeno in Sicilia. Perciò dobbiamo aprire nuove strade, per cambiare. Forse si può, restando uniti e diventando più grandi.


Nota
16/09/2014 | 11.19.31
Peppe I.

Questa legge che istituisce i Liberi Consorzi dei Comuni, annunziata sotto la spinta dell’antipolitica, nel volere accontentare tutti, alla fine è riuscita a scontentare tutti, sindaci , partiti, associazioni e semplici cittadini, mostrando i limiti di una classe politica che non riesce ad assumersi sul serio le sue responsabilità.