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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1191
RAGUSA - 08/06/2008
Attualità - Ragusa - Sguardi spersi, passi gettati in cerca di una meta

Il popolo dei randagi in crescita
250mila tra cani e gatti

Il triste fenomeno non risparmia la provincia iblea Foto Corrierediragusa.it

Sguardi spersi, passi gettati uno dopo l’altro in cerca di una meta, senza conoscerne, però, la strada. E’ il popolo dei randagi: i 250.000 tra cani e gatti abbandonati ogni anno in Italia, e il fenomeno non risparmia la provincia di Ragusa, dove, anzi, è in evidente recrudescenza ed i tempi visibilmente anticipati: cuccioli a bizzeffe abbandonati accanto ai cassonetti o, peggio, dentro; la loro agonia sarà atroce: sotto il sole cocente quelli non svezzati, che moriranno di fame, sete, caldo o freddo a seconda delle giornate? lunghe, infinite aspettando la morte; quelli dentro i contenitori faranno una fine ancora più orrenda come quelli chiusi in sacchetti di plastica; di quelli già svezzati molti finiranno la loro breve esistenza investiti, i più ?fortunati’ saranno raccolti da qualche anima buona che, disperata, non saprà a chi affidarli.

Il fenomeno del randagismo sta interessando anche le frazioni balneari, dove, purtroppo, si stanno verificando avvelenamenti a tappeto, come è accaduto e continua ad accadere a Donnalucata, dove una strage di gatti è in atto, è stata sporta denuncia, ma per le strade, stando ai ?gattari’, non c’è vigilanza. Le associazioni animaliste sono subissate da segnalazioni sulla presenza di cani e cuccioli, ma non possono far fronte a tutte le spese: sverminazioni, vaccini, pensione e viaggi, quando spesso non trovano adozione in provincia, alla volta delle famiglie adottanti fuori dalla Sicilia.

I Comuni se ne stanno a guardare, dimentichi da anni di chi non vota, ma soprattutto ignari che se gli animali non esprimono la loro preferenza chi li ama sì, e così su 11 Comuni iblei con convenzione con i canili privati, solo pochi pagano regolarmente. E intanto il fenomeno è in recrudescenza, servono più sterilizzazioni, i cani oramai presenti nei canili vi staranno a vita, quelli per le strade, pure quelli se ne staranno lì, se non si sbloccheranno i pagamenti ai canili da parte dei Comuni. E a soffrire sono sempre coloro che non hanno voce: gli animali.