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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 969
RAGUSA - 01/09/2014
Attualità - Scambio di accuse sulle modalità di organizzazione dell’evento

S. Giovanni "divide" giunta e opposizione

Dure critiche mosse alla giunta del sindaco Piccitto Foto Corrierediragusa.it

Neanche il patrono S. Giovanni riesce ad unire maggioranza ed opposizione. La festa e soprattutto la processione hanno innescato polemiche per le modalità di organizzazione dell´evento, che mai come quest´anno, è stato partecipato, con una grande presenza di fedeli che hanno seguito l´Arca Santa e il simulacro del patrono. Le modalità di svolgimento della processione non sono tuttavia piaciute perchè il percorso scelto soprattutto nel tratto finale si è rivelato laborioso. La presenza lungo la via Roma delle bancarelle ha costretto quasi in un imbuto i fedeli con un assembramento che a tratti si è rivelato preoccupante. Dice Territorio in un documento: "Portare le bancarelle nel centro storico è sicuramente un aspetto positivo e anche la precedente Amministrazione aveva provveduto in tale direzione dopo una sperimentazione in un luogo più lontano. Ma quest´anno si è riusciti a sbagliare in pieno l´allocazione di parte delle bancarelle. Il Comune ha infatti autorizzato la presenza delle bancarelle anche nella centralissima via Roma, una delle vie più importanti della città, inserite nel percorso della processione innescando scene di panico considerato che lo spazio della carreggiata si è notevolmente ristretto e il passaggio del santo è stato inevitabilmente ostruito, così come le due ali della processione stessa hanno faticato non posso nel proprio cammino. Non sono state garantite le più elementari condizioni di sicurezza oltre a creare una spiacevole commistione tra sacro e profano".

Oltre alla questione sicurezza, infatti, è emersa anche una incompatibilità di fondo tra i venditori ambulanti con il loro carico di annunci,musiche e vocii e il silenzio e la preghiera che caratterizzano ogni evento religioso. Dice Mario D´Asta interpretando il sentire dei fedeli: Al passare del simulacro del patrono, invece di un silenzio religioso c’erano schiamazzi dovuti alla presenza di bancarelle che, legittimamente o meno, continuavano a vendere i loro prodotti. Chi ha dato alle bancarelle le autorizzazioni per stare in via Roma? E’ ovvio, l’Amministrazione comunale. E’ come se fosse diventata una festa commerciale, aspetto che, se da un lato, deve avere il suo peso, dall´altro non può invertire il senso della festa.

Una occasione mancata, dunque, per la Giunta Piccitto di dimostrare di avere il polso della città. Invece, ancora una volta, stiamo ad evidenziare una serie di defaillance che si sarebbero potute evitare con un minimo di programmazione e di attenzione". E non hanno aiutato il defluire sereno della processione i tanti bar che per l´occasione hanno sistemato sulla carreggiata e sui marciapiedi i tavoli per i clienti. E´ stato un zigzagare continuo che non h certo giovato alla festa ed alla stessa immagine della città in un momento di tanta religiosità.

LA FESTA DI SAN GIOVANNI 2014 ANDATA IN ARCHIVIO
Al grido "Patronu viva" il simulacro è ritornato in cattedrale dopo la lunga processione che ha attraversato il centro storico. Una moltitudine di fedeli, circa duemila persone, ha accompagnato S. Giovanni con i ceri bianchi mentre i 40 portatori si sono dati fa fare perchè tutto filasse liscio nelle oltre tre ore di processione .L´Arca Santa ha preceduto l´uscita del simulacro che ha poi attraversato Corso Italia, via Ecce Homo, i Cappuccini, il ponte vecchio, piazza Libertà prima di rientrare in piazza S. Giovani dove il vescovo mons. Paolo Urso dato il suo saluto ed il suo messaggio alla comunità. "La figura del Battista - ha detto il vescovo - è quella di un uomo coraggioso, che diventa quasi una provocazione in un momento in cui vengono a mancare i punti di riferimento. S. Giovanni non fece passi indietro pur nel suo martirio".

Mons Urso non poteva non ricordare la figura di Don Carmelo Tidona, il parroco recentemente scomparso e sempre attento e vicino ai giovani anche nella preparazione della festa. "Mons Tidona ci manca non solo fisicamente ma siamo sicuri. Siamo sicuri che dall´alto lui è felice in questo momento che ha preparato con attenzione ai particolare". La giornata di festa ha visto l´intitolazione proprio all´ex parroco dello spazio verde intercluso vicino al palazzo Ina che saranno a breve aperti al pubblico. Un video con le immagini più salienti della vita di Don Tidona è stato proiettato accompagnato dal testo di Fabrizio Occhipinti. Il portavoce del comitato dei festeggiamenti di S. Giovanni, Simone Digrandi così lo haa ricordato: "Trovava sempre il modo migliore per incoraggiarci facendoci capire che aveva fiducia in noi. Rimane un esempio per quelle generazioni che dovrebbero sostenerci nelle scelte che caratterizzeranno la nostra vita e quella di tutta la comunità".

Il colorato e fragoroso spettacolo pirotecnico dal ponte si Vito ha chiuso la festa del patrono che è stata caratterizzata dalla grande religiosità come ha sottolineato il vice parroco, Don Giovanni Cavaleri, che ha messo in risalto come ogni funzione ha avuto la partecipazione di un migliaio di fedeli ed una larga partecipazione ad ogni momento religioso e di fede. La festa ha un´appendice esterna con la permanenza fino a domenica delle bancarelle che quest´anno sono state sistemate nel centro storico, da Via Roma alla rotonda. Una scelta che è stata apprezzata e premiata anche perchè ha convogliato l´interesse e l´attenzione dei consumatori ma soprattutto ha animato il centro storico della città.