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RAGUSA - 12/08/2014
Attualità - Hanno partecipato ragazzi tra i 16 e i 20 anni

Route nazionale Agesci: in 30mila al grande evento scout

Buona la partecipazione dei gruppi della Zona Iblea e Netina Foto Corrierediragusa.it

Si è da poco conclusa la Route Nazionale Agesci, un grande evento scout che ha portato oltre 30mila ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 e i 20 anni a essere consapevoli del loro posto nella società, protagonisti del tempo presente e che verrà, senza paura sulle strade di coraggio della loro vita. Buona la partecipazione dei gruppi della Zona Iblea e Netina, con i gruppi Avola 3, Modica 1, Pachino 2, Ragusa 1, 2 e 7, Rosolini 2, Scicli 1, Vittoria 1, 2, 3 e 7. Prima alcuni giorni di route mobile per comunità gemellate attraverso centinaia di percorsi in tutta Italia, poi il grande raduno di tutti a San Rossore, l’antica tenuta dei Savoia ora della Regione Toscana.

Gli stessi rover e scolte – che hanno preparato l’evento da un anno, con i temi del ‘Capitolo Nazionale’ – si sono impegnati nella scrittura della Carta del Coraggio, un manifesto delle azioni che i giovani chiedono a viva voce siano messe in atto per far sì che il futuro non sia loro precluso. Il documento è stato poi consegnato alle autorità al termine della cerimonia di chiusura, con il Presidente del Consiglio Renzi a rappresentare il Governo e il Cardinale Bagnasco la Chiesa, entrambi a proprio agio tra camicie azzurre e fazzolettoni, avendo avuto trascorsi scout.

L’Agesci acquista così un’incredibile visibilità, mostrando a tutti non solo di essere la più grande e importante agenzia educativa cattolica in Italia, ma di essere sempre in grado di raggiungere traguardi impensabili attingendo con coraggio al proprio grande bacino di esperienza e competenza e ribadendo il ruolo forte di avanguardia nella società dei giovani.

Il risultato è straordinario e l’onda dei colori, dei suoni, delle forme e dei canti resterà a lungo impressa nel cuore e nella mente. Le intense emozioni non devono però ora dissolversi nella malinconia di ciò che non c’è più, ma diventare sostanza del cambiamento. Bisogna superare la prova del tempo, e il tempo è ora!