Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1082
RAGUSA - 13/07/2014
Attualità - Preoccupa lo stato di salute di buona parte del territorio ibleo per la mancanza di attenzione

Legambiente su inquinamento Irminio

Non è solo un problema strettamente ambientale, pur grave, ma è anche un continuo rischio per la salute umana, in quanto fiume e falda sono intimamente connesse Foto Corrierediragusa.it

L´Irminio (nella foto) è inquinato ma nessuno se ne cura. Legambiente prende spunto dalla moria di pesci che è stata registrata nei giorni scorsi e lancia la sua campagna di sensibilizzazione. Perchè il fatto che il corso d´acqua sia inquinato pregiudica anche, se non soprattutto le falde acquifere con tutte le conseguenze del caso per la salute umana. Dice Legambiente: "E´ anche l’inefficienza della risposta del sistema politico-burocratico di gestione della risorsa idrica e del territorio che colpisce profondamente. L’evento venuto alla luce non è che la fase acuta di una malattia cronica che l´area subisce da decenni e che da decenni è stato segnalato da pescatori ed ambientalisti.

Segnalazioni ed allarmi che hanno avuto riscontri nella Carta Ittica provinciale, che ha evidenziato, già 10 anni fa, con dati biologici, microbiologici e chimici lo stato di forte inquinamento del tratto dell’Irminio a valle del depuratore. Dati che sono stati negli anni purtroppo confermati dalle indagini dell’ARPA di Ragusa e che sono stati più volte resi pubblici, in pubblicazioni, incontri istituzionali, seminari e conferenze". Non esente da responsabilità è anche il sistema produttivo che si trova a monte del corso d´acqua e crea sacche di inquinamento. La conseguenza sono morie ittiche e chilometri e chilometri di corso d’acqua malati, non utilizzabili per la pesca, il turismo e la balneazione. Non si tratta dunque di un problema strettamente ambientale, pur grave, ma è anche un continuo rischio per la salute umana, in quanto fiume e falda sono intimamente connesse (come è stato dimostrato drammaticamente nella recente crisi idrica della nostra città) e perchè l’acqua dell’Irminio è utilizzata a valle per l’irrigazione.