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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 719
RAGUSA - 11/07/2014
Attualità - I sindaci hanno già chiesto il "Ritiro immediato delle concessioni"

Tutti a Sampieri contro le trivellazioni

L’area di ricerca si trova ad una distanza inferiore alle 5 miglia marine dalla costa dei comuni di Gela, Acate, Vittoria, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Modica Foto Corrierediragusa.it

Tutti a Sampieri all´ombra della fornace Penna. Vi si ritroveranno sabato parlamentari, sindaci, amministratori, ambientalisti e sindacalisti per dire no ad ulteriori trivellazioni nel Canale di Sicilia. La Transunion Petroleum Italia ha infatti già avviato l´iter per la concessione di ricerca per idrocarburi a mare ed anche Edison è attiva su questo fronte. L’area di ricerca è localizzata di fronte alla costa tra Scoglitti e Playa Grande ed a breve distanza ad ovest dal campo Vega dove c’è la richiesta per una seconda piattaforma petrolifera da parte di Edison. L’area di ricerca si trova ad una distanza inferiore alle 5 miglia marine dalla costa dei comuni di Gela, Acate, Vittoria, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Modica ed è limitrofa ai Sic Torre Manfria, Biviere e Macconi di Gela, Foce del Fiume Irminio, Punta Braccetto Contrada Cammarana, Fondali Foce del Fiume Irminio, alle Zps Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela, al Parco archeologico terracqueo di Kamarina, all’Area Archeologica di Kaucana, che risultano dunque territori soggetti a tutela. Legambiente si è subito mobilitata, ha lanciato l´allarme e tramite il comitato No Triv ha promosso la manifestazione di sabato cui hanno già dato l´adesione i dodici sindaci dei comuni iblei.

I sindaci hanno già chiesto il "Ritiro immediato delle concessioni di ricerca e coltivazione di idrocarburi nel Canale di Sicilia, già rilasciate, e il blocco di eventuali nuove richieste in itinere, per garantire la massima tutela dell´intera area". La strategia che Legambiente ha suggerito ai sindaci è quella di insistere con la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che può essere il primo e decisivo passo per contrastare le concessioni visto che le controdeduzioni delle singole amministrazioni dovranno passare al vaglio della commissione VIA istituita presso il Ministero dell´Ambiente.

E´ chiaro comunque che sulla partita delle trivellazioni si gioca buona parte dello sviluppo di questa area della Sicilia. Le società petrolifere hanno capito, dopo alcuni decenni di trivellazioni, a cominciare dalla Vega, che il Canale di Sicilia,può ancora dare buoni riscontri alle attività estrattive ma dall´altra parte ci sono interessi legittimi di un territorio completamente aperto al mare, sul quale ha puntato per uno sviluppo turistico eco-compatibile,pur dovendo ammettere che questo bene è stato sempre tutelato, difeso e protetto al meglio da speculatori, cementificatori ed abusivi della prima e dell´ultima ora.