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RAGUSA - 29/06/2014
Attualità - Resi noti in Prefettura i risultati del Progetto Fei

Sbarchi: 12mila migranti in 6 mesi sulle coste iblee

Polemico l’intervento del sindaco di Acate Raffo: «Non ci danno un euro, ma il mio comune pieno di bambini immigrati vaganti che non studiano» Foto Corrierediragusa.it

Dal 2002 al 2014, dodici anni di sbarchi, con una crescita spaventosa di immigrati entrati dal Mediterraneo in Sicilia, per rimanervi o per continuare il cammino verso altri posti d’Europa. Dati impressionanti che il prefetto Annunziato Vardè (al centro nella foto) ha snocciolato ai componenti del Consiglio territoriale per l’immigrazione, sottolineando le negatività, i disagi per il grande e difficile lavoro in condizioni di stress, ma anche i benefici dei flussi in arrivo sotto l’aspetto occupazionale.

La lettura dei dati sui continui sbarchi in questi anni è il frutto finale del Progetto FEI (Fondo europeo per l’integrazione) Capacity building- Empowernent curato dal vice prefetto Rosanna Mallemi e da Maria Taranto e svolto in sinergia con la Questura e il Corpo dei Vigili del fuoco, soggetti impegnati in prima fila insieme a Carabinieri e Guardia di finanza in tema di sbarchi.

Per farci un’idea di quello che è successo dal 2002 al 27 giugno 2014, osserviamo questi numeri. Dal 2002 al 2006, 115 sbarchi con 6mila immigrati. Nel solo 2007 39 sbarchi con 1.324 unità. Nel 2008 47 sbarchi con 1.342 unità. Nel 2009 17 sbarchi e 1.940 unità. Nel 2010 4 sbarchi e 55 unità, praticamente quasi un fermo totale. Ma nel 2011 la ripresa, con 8 sbarchi e 1.946 unità. Nel 2012 9 sbarchi con 600 unità. Nel 2013 una tempesta umana si è riversata sulla costa: tra Lampedusa e Porto Palo sono arrivati 5.715 immigrati. Nei primi 6 mesi del 2014, fino al 27 giugno, gli addetti al progetto hanno contato 11.988 presenze. La provenienza prevalente dei migranti sbarcati e trasferiti in parte, è la Eritrea seguita da Gambia, Somalia, Mali e Siria.

«Abbiamo bisogno di solidarietà e vicinanza delle comunità- ha detto il prefetto Vardè- Questi arrivi hanno però richiesto molta occupazione locale. I flussi sono anche una risorsa per la provincia. Nel 2014 dei 12 mila arrivati, solo 1000 sono rimasti qui, gli altri si sono allontanati tramite il ponte aereo di Comiso».

Tra gli interventi, spicca quello di Francesco Raffo, quasi una voce stonata nel coro. «Apprezzo il grande lavoro svolto dalla Prefettura, dalla Questura e da tutti gli altri soggetti coinvolti- ha detto il sindaco- ma nel mio comune non arrivano fondi, non possiamo garantire l’implementazione e l’accoglienza. Il territorio acatese è vastissimo, in giro ci sono tanti bambini che vagano senza alcuna assistenza scolastica e sociale. Un dramma, vi invito a venire e vedere quello che vedo io nel mio comune. Il ministro Alfano a Pozzallo ha parlato di interventi compensativi, che fine hanno fatto? Quanto tempo deve passare per averli, è stato dimenticato tutto? Vi invito a farvi carico anche di questo problema».