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RAGUSA - 02/06/2014
Attualità - Impegnata la somma di 55 mila euro. La Diocesi mette a disposizione il personale

A Ragusa 11 chiese restano aperte con orario prolungato

L’amministrazione vuole venire incontro alle esigenze di turisti e tour operator. Il protocollo è operativo fino al 31 ottobre Foto Corrierediragusa.it

Fino al 31 ottobre undici chiese resteranno aperte a tutto vantaggio delle visite dei turisti. Un protocollo di intesa è stato firmato dall´amministrazione e da padre Giuseppe Antoci, responsabile del settore patrimonio della Diocesi di Ragusa. Il Comune ha impegnato 55 mila euro per garantire aperture più ampie delle chiese aumentando in alcuni casi gli orari di fruizione o aprendole in alcune specifiche fasce orarie. Per i tanti turisti che visitano la città l´apertura delle chiese costituisce una grande opportunità e rimedia a situazione anche incresciose con gruppi e singoli turisti che hanno dovuto rinunciare a visitare i monumenti più interessanti della città.

Il protocollo riguarda la chiesa di San Giovanni (nella foto) (aperta dalle 10 alle 19), la Badia (dalle 10 alle 13 dalle 16 alle 19), San Rocco (dalle 10 alle 13), Purgatorio (dalle 10 alle 19), San Filippo Neri (che sarà fruibile su prenotazione), Itria (dalle 10 alle 13 dalle 15 alle 19), San Giorgio (dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19), San Giuseppe (dalle 9 alle 12, dalle 15 alle 19), San Giacomo (dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 21), Santa Lucia (dalle 10 alle 13, dalle 15 alle 19) e La Maddalena (dalle 10 alle 13, dalle 16 alle 19).

Sono state dunque previste 50 ore lavorative per ogni giornata, con un costo orario di circa 7 euro. L´ingresso nelle chiese sarà gratuito anche perché la Cei ha tenuto a precisare che non si paga per entrare nelle chiese. La Diocesi metterà a disposizione personale che potrà dare informazioni e ci saranno anche dei pieghevoli in quattro lingue. Nelle chiese sarà presente anche un registro delle presenze che servirà a capire quali saranno le chiese più visitate in modo da indirizzare le scelte future o da prorogare il protocollo concentrandosi dunque sulle chiese che risulteranno più visitate".

"Le nostre chiese sono un patrimonio di grande valore - ha detto padre Giuseppe Antoci - e piacciono molto ai turisti. Chiaramente mantenerle aperte, con personale di fiducia e preparato, è economicamente impegnativo e dunque solo grazie al protocollo del Comune riusciamo ad intervenire opportunamente prevedendo dunque la possibilità di ampliare le ore di fruizione al pubblico".