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RAGUSA - 27/05/2014
Attualità - Domenica il clou della festa esterna con processione e giochi pirotecnici

Nel vivo a Ibla festeggiamenti San Giorgio

Lo studioso Gianni Giannone dell’associazione "S. Giorgio Martire" ripercorre gli inizi del culto del santo cavaliere Foto Corrierediragusa.it

Proseguono ad Ibla i festeggiamenti per il patrono S. Giorgio (nella foto: il particolare del simulacro). E´ una settimana intensa che avrà il suo culmine domenica con la festa esterna che concluderà l´appuntamento annuale con le celebrazioni in onore del co-patrono della città. Tra gli appuntamenti del programma ricreativo da segnalare, giovedì , il gran concerto «Omaggio a San Giorgio» che, a partire dalle 20, al Duomo, sarà tenuto dal coro polifonico Enarmonia ed ensemble di fiati e organo, diretto dal maestro Salvatore Scannavino. L’appuntamento è a cura di Ibla Classica International – Agimus, con direttore artistico Giovanni Cultrera.

Sul culto di S. Giorgio in Sicilia e nel capoluogo in particolare si è soffermato lo studioso Gianni Giannone dell´associazione "S. Giorgio Martire" che ricorda come in onore del santo fu innalzata una prima Chiesa, prima ancora della venuta degli arabi in Sicilia (che sembra si trovasse nelle vicinanze dell’attuale Duomo), una seconda molto più maestosa (quella di cui è rimasto solo il «portale»), crollata per il terremoto del 1693, e infine una terza: l’attuale Duomo di Ragusa. Un importante decreto di Papa Onofrio III, datato 1217, pose la chiesa di San Giorgio a Ragusa sotto la protezione della chiesa di Mileto e ne garantì i diritti di Matricità. Già da allora, quando ancora non c’era la chiesa del famoso portale, è attestato che la chiesa Madre della città di Ragusa era dedicata a San Giorgio. Ragusa, dunque, ha sempre, da antichissima memoria, tenuto per Patrono S. Giorgio e quando in conseguenza della costituzione pontificia «Universa» di Papa Urbano VIII, ogni città fu obbligata a scegliersi tra i vari patroni e protettori, il Principale, perché la sua festa fosse dichiarata di precetto, i giurati e il consiglio del popolo ragusano riunitosi in data 10 maggio 1643, proclamarono e deliberarono tutti unanimemente che, «come in passato e per antichissima memoria, era stato considerato e tenuto per Patrono principale e titolare della città, il glorioso martire S. Giorgio, così fosse stimato e ritenuto al presente e nell’avvenire e festeggiato in singolar modo conforme al decreto pontificio».

Tale atto pubblico fu sancito con decreto pontificio in data 8 agosto 1643. Ricordiamo un particolare della festa del Patrono S. Giorgio del 1644: nella spianata antistante la Matrice, dove oggi si trova il Giardino ibleo, furono dati giochi e spettacoli tra i quali il gioco del «Tauro» (una corrida») in onore di un illustre personaggio: don Giovanni Alfonso Henriquez Cabrera, vicerè di Sicilia e conte di Modica che venne a Ragusa in occasione della festa del Patrono. Il conte, grato e ammirato per la magnificenza della città e per la meravigliosa e festosa accoglienza fattagli dai ragusani, concesse al Comune l’ampolloso titolo di «Città» e ai giurati col capitano la prerogativa di farsi accompagnare ed assistere da un banditore con clava d’argento e da due mazzieri con mazze d’argento. Le mazze e la clava d’argento oggi si conservano e possono essere ammirate presso il tesoro della chiesa Madre di San Giorgio nel museo del Duomo».