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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 929
RAGUSA - 11/05/2014
Attualità - Protesta del sindacato più rappresentativo dei poliziotti

Festa della Polizia boicottata da Siulp

La difficile situazione ha imposto scelte difficili Foto Corrierediragusa.it

Si è svolta in un clima diverso dal solito, alla luce delle problematiche in particolare legate alla carenza di organico, in via ispettore Lizzio la cerimonia celebrativa del 162° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Una festa che, in un momento di grave crisi economica che attraversa il nostro paese, si e’ svolta con sobrietà. Lo slogan «Esserci sempre» e’ sintesi attraverso il quale si e’ voluto affermare e trasmettere alla collettività il messaggio di vicinanza ai cittadini per testimoniare a chi più forte sente il bisogno di sostegno delle istituzioni che la Polizia di stato è stata, è e saraà sempre sicuro punto di riferimento. La giornata ha avuto inizio con la deposizione della corona presso il monumento dei caduti della Polizia. Nella circostanza il Prefetto di Ragusa Annunziato Varde’ ed il Questore di Ragusa Giuseppe Gammino hanno voluto ricordare quanti uomini e donne della polizia di stato hanno perso la vita compiendo il loro dovere.

Successivamente, con la partecipazione dei dipendenti, dei familiari dei caduti e di una rappresentanza dell´Anps, sono stati letti i messaggi del Presidente della Repubblica, del Ministro dell’interno e del Capo della polizia. Il Questore ha poi tenuto il suo discorso nel corso del quale ha rimarcato l’impegno della Polizia di Stato nell´educare soprattutto i più giovani al valore della legalità, nella difesa dei diritti, soprattutto dei più deboli, nelle situazioni di emergenza per prestare soccorso e conforto e nel garantire sicurezza al territorio ove i cittadini possano vivere e lavorare serenamente.

Il Questore ha poi proseguito ringraziando tutto il personale per l’impegno e la dimostrazione di straordinario attaccamento al servizio. Il Prefetto ed il Questore hanno consegnato gli attestati di riconoscimento per merito di servizio al personale che si è particolarmente distinto in operazioni di polizia.

IL SINDACATO HA "BOICOTTATO" LA FESTA
Il Siulp (il sindacato più rappresentativo della Polizia9 di Ragusa non ha preso parte alla cerimonia in segno di protesta. Lo ha reso noto il segretario generale provinciale di Ragusa Flavio Faro, che, in una lunga nota, spiega le motivazioni di questa decisione sofferta e controcorrente. "Abbiamo "boicottato" la festa - si legge nella nota - non perché non crediamo nella celebrazione della Polizia di Stato, delle sue donne e dei suoi uomini. Non perché non pensa che sia giusto festeggiare insieme alla gente il lavoro che quotidianamente tutti svolgiamo con grande passione. Non perché non vuole che i colleghi vengano premiati platealmente con i meritati riconoscimenti che si sono guadagnati con il sudore della fronte e spesso a rischio della propria incolumità. Non abbiamo preso parte alla Festa proprio perché il Siulp crede fermamente in tutto questo.
Può sembrare retorico o banale - prosegue la nota di Faro - ma noi non ci sentiamo nello stato d’animo di festeggiare.

Come Polizia che opera in questa parte della Sicilia, ci sentiamo davvero abbandonati a noi stessi, lasciati soli da tutti, Europa compresa, nel gestire l’incredibile dramma dell’immigrazione, senza risorse economiche, con pochi uomini e giornalmente esposti al rischio contagio di tutte le malattie delle quali gli immigranti sono spesso affetti.

Per il nostro grande impegno però, un premio ci viene riconosciuto: le "minacce" non ancora del tutto bandite, che hanno preannunciato la chiusura di presidi come la Polizia Postale di Ragusa e la Polizia Stradale di Vittoria. Se ci impegneremo ancor di più durante i mesi a venire, magari il prossimo anno chiuderanno anche i Commissariati di Comiso, Modica e Vittoria o la stessa Questura. Possiamo farcela.

Questi "regali" - prosegue Faro - arrivano da quelle istituzioni che nella festa della Polizia si riempiono la bocca di parolone e complimentoni, ma che poi «nei fatti» fanno poco o nulla per migliorare la nostra condizione lavorativa e anche umana. Una festa autocelebrativa che molti colleghi - conclude il segretario - non sentono più come la loro, mentre ancora abbiamo negli occhi e nel cuore la triste immagine di un esaltato (Genny ´a carogna, n.d.r.) che, con indosso una maglia che inneggiava all’assassino dell’indimenticato Filippo Raciti, si faceva beffa delle istituzioni, del nostro lavoro e della nostra dignità e della nostra stessa vita".