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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 893
RAGUSA - 29/04/2014
Attualità - Da 42 anni aiutava i poveri ed i lebbrosi nei ghetti di Mumbay in India

Ragusa piange Antonio Salafia, medico missionario

Il ricordo del vescovo Mons. Paolo Urso nella cerimonia di commemorazione tenutasi in cattedrale Foto Corrierediragusa.it

La comunità cristiana si è stretta attorno alla famiglia ed ha partecipato al rito funebre in memoria di Antonio Salafia (nella foto) tenutosi nella cattedrale di S. Giovanni. Il medico-missionario è morto sabato scorso a Mumbay all´età di 73 anni dopo una vita dedicata ai poveri. Antonio Salafia era apprezzato internazionalmente per i suoi studi e le sue tecniche nel curare la lebbra, e si era dedicato in particolare ai bambini in età scolare che non potevano permettersi gli studi, alle vedove e agli orfani. Grazie alla sua figura di garante centinaia di adozioni a distanza per assicurare gli studi a giovani sfortunati o costose operazioni a malati di lebbra sono state rese possibili. Solo nel 2004 2.170 studenti sono stati aiutati grazie alle adozioni a distanza.

Antonio Salafia si era trasferito in India da giovanissimo ed aveva cominciato la sua attività di infermiere specializzato nell´assistenza ai malati di lebbra. Nel 1989 la laurea in medicina al St. John´s College e la specializzazione in chirurgia e microchirurgia alle mani ed ai piedi. Antonio Salafia era punto di riferimento per tutta la comunità ragusana anche se la famiglia era siracusana di origine. Aveva annunciato il suo arrivo in città nelle prima settimana di maggio ma la morte lo ha sorpreso improvvisamente.

Questo il ricordo del vescovo, Mons. Paolo Urso: "Ogni volta che rientrava a Ragusa veniva a trovarmi per un saluto e per fare un resoconto delle attività svolte in favore delle persone più bisognose di cure e attenzioni in India. Grazie al suo impegno e alla grande generosità dei ragusani, la nostra collaborazione si è fatta sempre più intensa: adozioni a distanza... sostegno per affrontare costosi interventi chirurgici... la possibilità di studiare a giovani sfortunati... Ogni anno, con i fondi dell’otto per mille, la diocesi gli assegnava dei contributi per sostenere i suoi progetti a favore dei lebbrosi. La sua gioiosa e generosa dedizione rimane un esempio luminoso di amore per i più poveri, ai quali si è dedicato senza riserve in oltre 40 anni di attività. Alla moglie ed ai familiari esprimo l´affettuosa e grata vicinanza mia personale e di tutta la diocesi di Ragusa».