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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 170
RAGUSA - 28/04/2014
Attualità - Una tavola rotonda ha chiuso le attività promosse dal "CantiereCulturaleCentrale"

A Ragusa giovani con tanta voglia di teatro e cultura

Hanno raccontato quanto sia difficile "affermarsi" in un contesto cittadino che è poco abituato ad andare a teatro, diversamente da altre realtà all’interno della provincia Foto Corrierediragusa.it

Ha chiuso dopo cinque mesi di attività il "CantiereCulturaleCentrale" promosso dall´associazione Youpolis e dal gruppo giovani della Cattedrale di S. Giovanni. L´ultimo appuntamento, che ha concluso una quattro giorni dedicata all’arte, ha avuto come oggetto di indagine la realtà teatrale in una città dove il teatro (come struttura fisica) è quasi del tutto inesistente. Se è vero infatti che Ragusa nel corso degli anni non si è dotata di uno spazio teatrale apposito per accogliere eventi del genere, è anche vero che la voglia di fare teatro tra i ragusani c´è ed è tanta. Lo hanno raccontato i ragazzi del gruppo teatrale Dyonisos, che si sono fatti rappresentanti delle numerose realtà teatrale medio-piccole sparse in provincia, piccole entità che fanno si che l´amore per il teatro e il gusto per il bello non muoia anche all´interno di una città che spesso non accoglie le richieste dei suoi stessi cittadini(l´istituzione di un teatro comunale in primis).

La voglia di mettere in scena una storia e di raccontare in maniera diversa un pezzo di vita è la molla che spinge molti giovani ragazzi ad investire in maniera autonoma sul proprio lavoro (talvolta rimettendoci di tasca propria) pur di mettere in scena uno spettacolo. Alla tavola rotonda moderata da Amelia Cartia sono intervenuti Maurizio Nicastro, presidente dell´associazione Palco Uno che ha illustrato la sua chiara descrizione del fare teatro in città, descrivendo nel dettaglio il curioso "teatro d´appartamento", una realtà singolare sempre più concreta ma soprattutto un esempio per chi vuole fare teatro avendo a disposizione i minimi mezzi. La direttrice del Teatro Donnafugata, Vicki Diquattro, che ieri sera ha descritto il suo lavoro, nel più piccolo teatro d´Italia. Piccolo ma che vanta già una prestigiosa futura collaborazione con il teatro San Carlo di Napoli, il più grande teatro d´Italia.

La parole è poi passata ai giovani che hanno raccontato quanto sia difficile "affermarsi" in un contesto cittadino che è poco abituato ad andare a teatro, diversamente da altre realtà all´interno della provincia come Comiso, Vittoria, Modica. Tale difficoltà tocca tutti i genere teatrali, da quello impegnato descritto dai giovani del gruppo Dyonisos a quelli più leggeri come il cabaret raccontato dai giovani artisti iblei Giosè e Nando Chessari. Generi diversi che però confluiscono nell´amore per la narrazione e il racconto. Esempio mirabile è stato anche il contributo dell’attrice e regista Cristina Gennaro in rappresentanza dell´associazione culturale "Servi e Padroni" che ha raccontato come a prescindere da tutto esista un "pubblico ragusano" che ha voglia di culturale e di vedere in scena cose belle.